Aurora: “Ho avuto mio figlio a 12 anni e dico no all’aborto”

Aurora: "Ho avuto mio figlio a 12 anni e dico no all'aborto"
Aurora mamma a 12 anni

Aurora: “Ho avuto mio figlio a 12 anni e dico no all’aborto”In occasione della festa diocesana per la vita organizzata dall’arcidiocesi di Udine, Aurora Leoni madre diciannovenne di Stefano (6 anni) ha portato la propria testimonianza ai presenti, spiegando loro come l’aborto non sia una opzione praticabile. Il caso di questa ragazza è molto forte e per questo la sua testimonianza assume, per la chiesa ed il movimento pro vita, un significato ancora maggiore. Quando aveva appena dodici anni ed era entrata da poco nella pubertà, Aurora sperimenta il sesso con un ragazzo più grande di lei di soli 2 anni.

I due sono troppo giovani per comprendere le conseguenze del loro gesto e nemmeno ci pensano. Qualche mese dopo ad Aurora viene un ritardo e dopo un test di gravidanza scopre di essere incinta: “Per settimane non ci accorgemmo che ero incinta, perché al primo mese ebbi ugualmente il ciclo, così io e nonna Valentina lo scoprimmo con un mese di ritardo. Vivevo con lei da sempre, perché mia mamma se n’era andata quando avevo un anno e mio padre non l’ho mai conosciuto, per questo ero sotto i servizi sociali di Forlì e ovviamente ci rivolgemmo a loro”.

Tutti dal medico agli assistenti sociali, dalla nonna al padre del bambino le consigliarono di abortire, Aurora non voleva, sentiva già come suo il piccolo, ma avendo 12 anni non aveva voce in capitolo e gli assistenti sociali organizzarono la visita ginecologica prima dell’aborto. Nessuno si attendeva che Stefano avesse un asso nella manica: “Il ginecologo ha scoperto che era già di tre mesi e mezzo, i termini di legge per abortire erano già scaduti. Lui era seccato, io felicissima. Se non che la legge 194 prevede che per gravissimi problemi a livello psichico si può interrompere la gravidanza anche dopo, così mi portarono di corsa da un neuropsichiatra infantile, che ci desse lui la soluzione”.

Anche la visita dal neuropsichiatra non porta al risultato voluto, e Aurora viene lasciata libera di tenere il bambino a condizione che per il periodo della gravidanza e per quello della crescita di entrambi (almeno fino ai 18 anni della madre) rimanesse nella comunità Cav. Aurora ha accettato la condizione e sin da quando ha compiuto 18 anni testimonia in giro per l’Italia contro l’aborto: “A 18 ho subito iniziato a testimoniare: le donne devono sapere la verità, non è umano ingannarle, si deve dire che abortire significa uccidere tuo figlio. La legge parla chiaro, gli assistenti sociali dovrebbero aiutare la maternità quando è difficile, non farti credere che l’aborto sia una cosa normale. Il giorno in cui ho fatto la prima ecografia l’ho visto, era piccolissimo ma così bello, era il mio dolce maschietto già amato e desiderato. Se avessi dato retta agli adulti, ok, oggi andrei in discoteca e sarei libera, ma la mia vita sarebbe disperata”.                                                                        Luca Scapatello