“Sia ognuno pronto ad ascoltare, lento a parlare, lento all’ira. Perché l’ira dell’uomo non compie ciò che è giusto davanti a Dio. Se qualcuno pensa di essere religioso, ma non frena la lingua e inganna così il suo cuore, la sua religione è vana” ( Gc 1, 19b-20. 26 )
Ciò che immediatamente noi manifestiamo del nostro cuore lo facciamo mediante la lingua. Le nostre parole fanno conoscere il nostro intimo e nello stesso tempo comunicano ciò che regola la nostra stessa vita. Si potrebbe dire: ‘dimmi come parli e ti dirò chi sei!’. San Giacomo ci avverte: dominate la lingua, siate pronti a tacere, padroneggiate le passioni. Il nostro linguaggio faccia trasparire tutta la tenerezza della misericordia e sia mite e arrendevole. Per questo amiamo il silenzio e il raccoglimento per ascoltare Dio chi ci parla nel cuore e imitarlo nel porgere ai fratelli, mediante la parola, l’attenzione amorosa per tutte le necessità. I Santi martiri giapponesi San Paolo e compagni ci ottengano questa grazia.
Vi benedico. Don Gaetano
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