La falsa interpretazione dei messaggi di Medjugorje, può creare aspettative sbagliate

 

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Comunemente gli eventi disastrosi e le disgrazie portano a dubitare del disegno divino, del senso della vita e persino dell’esistenza di Dio. La domanda più comune in questi casi è : “Mio Dio, deve succedere questo?”, questo dubbio, questo tentennamento è sintomo di una fede precaria, l’unico modo per combatterlo è riporre nuovamente la fede in Dio attraverso la preghiera ed è li che si trova la risposta ed è li che si sconfigge il male.

 

Per capire meglio questo concetto vi citiamo le parole di Padre Slavko (sacerdote di Medjugorje): il vescovo apre la sua disamina sulla questione citando il Nuovo Testamento, nel libro dell’apocalisse, ci dice, troviamo racconti terribili, dolori inimmaginabili che fanno tutti parte delle visioni di Giovanni. Ad una lettura disattenta ci si sofferma solo sulle atroci sofferenze che il giudizio universale potrebbe comportare, ma ad un livello più profondo ci si accorge che il messaggio di questo scritto riguarda la conversione e l’attesa: “Il primo livello di questi messaggi, anche se sembrano terribili, è l’invito alla conversione, cioè servono alla nostra fede. La nostra fede deve avere sempre la dimensione dell’aspettare”.

 

Se non si arriva a cogliere questo aspetto della fede, non si è parte della Fede Cristiana in senso stretto perché non si è compreso il messaggio. La conversione va fatta subito e rinnovata ogni giorno con la preghiera e con l’attesa, un concetto che a molti non è chiaro e che per questo motivo Padre Salvko esplicita citando la parabole delle Vergini stolte e sagge: “Cinque hanno aspettato lo sposo e sono entrate con Lui e le stolte non L’hanno aspettato. Hanno perso la dimensione della fede. E non potevano entrare”.

 

Si capisce da questa parabola che chi è in grado di attendere il giudizio divino, chi è in grado di accettare le decisioni del disegno divino è colui che possiede la dimensione corretta della fede cristiana esattamente come i veggenti di Medjugorie, su di loro Padre Slavko ci dice:”I veggenti hanno vissuto questa dimensione nella fede che si apre al mondo dell’al di là e che aspetta nella speranza. Non c’è posto per l’angoscia, per la paura. Anche quando sentiamo queste cose, se abbiamo paura, non abbiamo fede o la fede è molto debole. Ieri sera ho parlato con tutti e tre i veggenti (Marija, Ivan e Jakov) anche di questa visione di Mirjana e ho chiesto: « Voi avete paura? ». Hanno detto: « No ». Badate, questo è un segno della fede: avere sempre confidenza”.

 

In questa dimensione della fede si annida il segreto delle visioni di Medjugorje, non esiste un messaggio criptico, ne un innovazione dannosa ma semplicemente un impulso costante ad avere confidenza e a rinnovare la propria fede: “Io ho capito così e lo dico a tutti: le apparizioni non portano mai una nuova rivelazione; sono sempre un impulso a pregare, a digiunare, ad amare, a riconciliarsi, a fare per la pace”.