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La Diocesi di Torino critica la registrazione del bimbo figlio di due mamme

Ha fatto molto discutere la decisione del sindaco Appendino di registrare un bambino come figlio di due genitori dello stesso sesso, tanto che la diocesi della città piemontese ha espresso il proprio dissenso ufficialmente in una nota. Lo scorso lunedì 23 aprile il sindaco di Torino Chiara Appendino ha registrato all’anagrafe il primo bambino italiano figlio di due madri. L’iniziativa della pentastellata è stata una chiara e voluta forzatura delle leggi vigenti, poiché a suo dire è giunto il momento che venga colmato il vuoto legislativo sulla genitorialità delle coppie omosessuali. La decisione, inoltre, potrebbe essere revocata dalla prefettura che al momento sta vagliando la procedura, poiché non prevista dalla legge.

La nota della Diocesi di Torino contro la proceduta del Sindaco

Era inevitabile che la decisione di registrare il primo figlio di due madri nato in Italia portasse a delle reazioni contrarie. La voce più contraria (e non poteva essere altrimenti) è quella della Diocesi di Torino che attraverso il settimanale diocesano ‘La Voce ed il Tempo‘ ha tuonato contro il sindaco pentastellato: “Lascia davvero sconcertati lo strappo operato lunedì scorso dall’Amministrazione torinese rispetto alle leggi che regolano l’Anagrafe e lo Stato Civile: il sindaco Appendino ha deciso di ‘forzare la mano’ – parole sue – e registrare un neonato come ‘figlio’ di due mamme. Le norme anagrafiche non consentono questo tipo di registrazione. Neanche la Legge Cirinnà sulle unioni civili ha modificato questo punto. E allora ci domandiamo: a cosa servono le decisioni del Parlamento, se le altre Istituzioni dello Stato poi non le riconoscono?”.

Nell’articolo si richiama l’attenzione degli organi che dovrebbero garantire il rispetto della legge, domandandosi perché non sia già stata revocata la registrazione se, come previsto per legge, non è a norma. Ma nell’invettiva vi è spazio anche per una considerazione sulla normativa e sull’etica al tempo stesso riguardante il perché non si dovrebbe consentire un simile passo: “La considerazione massima, realmente partecipe al dolore di coloro che vorrebbero un figlio e non l’hanno, deve fermarsi di fronte al bisogno fondamentale dei piccoli. Di qui la valutazione contraria alla legalizzazione dei bambini con due mamme o due papà; il desiderio di maternità, come altri desideri della vita, non è realizzabile ad ogni costo”.

Luca Scapatello

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Luca Scapatello

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