La devozione ai quindici sabati del mese, una chiave per aprire il Paradiso

 

Fu Papa Leone XIII, in un’Enciclica sul Rosario (“Supremi Apostolatus Officio”) del 1883, a dire: “Il bisogno dell’aiuto divino non è oggi minore di quanto non lo fosse al tempo in cui Domenico, per risanare le piaghe della società, introdusse l’uso del Rosario. Egli, illuminato dall’alto, capì non esservi allora rimedio più efficace che ricondurre gli uomini a Cristo, invitandoli a contemplare con frequenza i misteri della Redenzione e ricorrendo nella mediazione di Maria, che ha il potere di estirpare tutte le eresie. Quindi egli compose la formula del S. Rosario, in modo da poter contemplare per ordine i misteri della nostra salvezza, intrecciando a questa meditazione un mistico serto di Ave Maria e la preghiera al Padre, insegnataci da nostro Signore Gesù Cristo. Noi dunque, cercando per un male non dissimile lo stesso rimedio, non dubitiamo che questa stessa preghiera, introdotta dal santo Patriarca con tanto vantaggio del mondo cattolico, sarà efficacissima per fronteggiare la difficile situazione dei nostri tempi.”.

Se anche a voi le parole di Papa Leone XIII sembrano attualissime, dovremmo ricordare che lui non è stato certo il primo, ne sicuramente l’unico, a far parte di quella schiera di religiosi (e Santi), che contribuirono (e lo fanno tutt’ora) a diffondere la preghiera del Santo Rosario e il suo significato. Sono infinite le testimonianze di miracolati (persone, come situazioni storiche irrisolvibili) che, tramite questa pratica, sono stati direttamente toccati dalla Madre di Dio e nostra.

La  diffusione dei quindici sabati è strettamente legata al Santuario di Pompei e alle sue tradizioni mariane.

Nasce come recita, infatti, per 15 quindici sabati consecutivi, dei quindici Misteri del Rosario. Oggi sono diventati 20, in effetti, con l’introduzione dei Misteri della Luce.

Come sappiamo, i Misteri del Rosario ripercorrono le tappe della vita di Gesù e di Maria ed offrono innumerevoli spunti di riflessione, per domandare la vicinanza della Madonna.

Prima di iniziare la preghiera dei quindici sabati, sarebbe meglio confessarsi e proporsi, quel sabato, di prendere la Comunione. Questa devozione ci chiede principalmente di meditare su uno solo dei misteri del Rosario (uno per ogni sabato) e di approfondirlo, rivivendo ciò che medita e ciò che ricorda, nel brano evangelico corrispondente.

Il tutto si può enfatizzare con le preghiere, le riflessioni, i proponimenti e le opere proposte per quel giorno (secondo le disposizioni del Santuario di Pompei), nonché con la recita del Rosario per intero (ossia tutti e 20 i Misteri) o di parte di essi.

Come altre preghiere devozionali, associate al Santuario campano, anche questa venne formulata dal Beato Bartolo Longo, al fine di rendere la vita dei fedeli dell’epoca, immersa in quella della Vergine e per abituarli ad affidare a lei ogni sorta di problematica, di impedimento, di richiesta al cielo, proprio come ci proponiamo di fare ancora oggi.

Si può iniziare la pratica dei quindici sabati in qualunque sabato dell’anno, anche se, al Santuario di Pompei, la si fa prima dell’8 Maggio e della prima domenica di Ottobre; le giornate in cui, alle 12:00 in punto, in tutte le chiese del mondo, si recita la Supplica alla Beata Vergine del Rosario.