La devozione ai 7 Arcangeli deriva dai padri, ecco perché si è persa

La devozione ai 7 Arcangeli deriva dai padri, ecco perché si è persa
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La Chiesa riconosce il culto dei tre Arcangeli Gabriele, Michele e Raffaele a cui è anche dedicato il 29 settembre come giorno per la loro celebrazione. Non tutti sanno, però, che gli arcangeli originariamente sarebbero 7 e che per quasi un millennio sono stati celebrati dalla chiesa come le figure celesti più potenti dopo Dio (inteso come trinità) e la Madonna. Di loro si fa riferimento anche nelle sacre scritture, ad esempio Tobia scriveva: “Si crede che essi formino una cerchia privilegiata, la più vicina al Potente Dio”, ma anche che l’arcangelo Raffaele gli disse: “Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre innanzi alla presenza della maestà del Signore”.

Ai sette arcangeli si fa riferimento anche nel libro dell’apocalisse, è San Michele che trafigge con la spada il drago (Satana) che cerca di uccidere il bambino (Gesù) ed è nel primo libro dell’apocalisse che si trova scritto: “La grazia sia con voi e pace da Colui che è, che era e che viene, dai Sette Spiriti che stanno davanti al suo trono”. Al di fuori dei libri sacri, San Paolo e l’abate Boudon invitavano i fedeli a pregare i sette spiriti celesti affinché questi li proteggessero dai sette peccati capitali con i sette doni della grazia divina di cui sono portatori. Di loro si scrive ancora: “Ogni cosa nell’universo è fonte di gioia per i santi angeli. Essi vedono in ogni cosa il compimento di ciò che Dio ha ordinato; essi sanno che Egli riceve onore e gloria e che essi si rallegrano nel vedere come Egli venga glorificato. Questo è il segreto della vera gioia; è perché noi pensiamo a noi stessi e non a Dio, che siamo turbati e insoddisfatti. Se solo noi potessimo avere la visione angelica, niente ci turberebbe e potremo sempre gioire”.

Per quale motivo dunque gli altri quattro arcangeli sono stati esclusi dalle rappresentazioni e dalle celebrazioni? Si ritiene che tutto sia cominciato durante il periodo iconoclasta iniziato nel 726 dc: in quel periodo quasi tutte le immagini sacre vennero bruciate e distrutte e questo avrebbe condotto alla scomparsa di immagini e statue rappresentanti i 7 angeli insieme. Sebbene nel 735 il concilio di Nicea abbia approvato il culto delle immagini e apparsero nuovamente immagini di angeli sia in gruppo che soli, quasi mai i 7 arcangeli sono stati rappresentati tutti insieme. Questo perché dieci anni più tardi gli eretici Adalberto e Clemente arrivarono ad uno stadio tale di idolatria dei sette angeli da invocare i loro nomi durante le celebrazioni. Data la situazione al concilio di Laodicea, l’allora papa San Zacaria decise che nessun cristiano avrebbe più menzionato gli angeli nelle proprie preghiere. Ciò condusse alla perdita della memoria degli spiriti celesti e di conseguenza ad una minore raffigurazione.

Luca Scapatello