John Gray, il filosofo laico contesta gli atei: “Sono noiosi”

Atei moderniNel suo ultimo libro il filosofo ateo John Gray esamina il mondo degli atei moderni, contestando a questi poca conoscenza e rigore storico.

L’ateismo nasce come fenomeno sociale a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, un periodo storico in cui i progressi della scienza e degli studi scientifici in generale aveva portato dei risultati strabilianti che andavano in antitesi con quelle che erano le credenze del tempo. Da quel momento in poi il fronte ateista si è allargato a dismisura ed oggi ha toccato probabilmente il suo massimo sviluppo. Sebbene il fenomeno sociale si sia allargato, a questo non è corrisposto un incremento dei teorici dell’ateismo, fatto che rende le teorie anti teiste un rimescolamento di quelle teorizzate nei secoli precedenti.

Ad affermarlo è il filosofo laico, pro choice, pro Lgbt John Gray in un libro intitolato ‘Seven Types of Atheism‘. Il filosofo è fermamente convinto che l’ateo moderno sia fondamentalmente ignorante, che non conosca nulla della religione, della storia e della filosofia e che dunque basi il suo pensiero anti teista su posizioni legate a pregiudizio. Un esempio di tale pregiudizio è la convinzione diffusa che i credenti ritengano i miti ebraici una forma di teoria scientifica: “Se torniamo indietro di 2000 anni troviamo già studiosi ebrei e cristiani che dicono: ‘Non si legga questo come letterale’. I miti non sono fallite teorie scientifiche, sono complesse strutture d’immagini e storie che gli esseri umani hanno sviluppato per trovare un significato alle loro vite”.

John Gray: “L’ateismo fallisce quando si basa sulla fede cieca nel progresso”

Il filosofo dunque contesta all’ateo moderno le critiche rivolte alla religione sulla base di un confronto tra questa e la scienza. A suo avviso la religione è solo un modo che gli esseri umani hanno creato per dare un senso, una spiegazione alla vita sulla terra ed alla mortalità. Allo stesso modo operano gli umanisti laici che, sposata l’idea di un universo senza Dio, cercano di sostituirlo inserendo la scienza al suo posto. La mancanza di una riflessione dotta e di una teorizzazione convincente secondo il filosofo rende l’ateismo moderno come una forma di moda sociale priva di contenuti, infatti la definisce: “Per lo più un fenomeno mediatico e andrebbe apprezzato come fenomeno di intrattenimento”.

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Luca Scapatello