John Il gangster che ha abbassato lo sguardo solo davanti a Dio

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John Pridmore è stato per anni uno dei maggior gangster di Londra, quella vita sregolata lo aveva condotto a ricchezze e donne e questo sembrava bastargli, almeno finché, dopo aver ucciso involontariamente un uomo, ha incontrato Dio per la prima volta.

 

La storia dissoluta di John ha radici nella sua infanzia, quando aveva ancora otto anni i suoi genitori si sono separati chiedendogli di scegliere con chi dei due volesse stare (una scelta tremenda per un bambino i cui unici punti di riferimento sono i genitori). Sballottato tra una casa e l’altra, John decise di sfogare la sua frustrazione facendo dei furti, una strada che lo ha presto portato al riformatorio (quando aveva 15 anni).

 

Come spesso capita la detenzione non ha fatto altro che acuire la sua rabbia nei confronti del mondo, si sentiva solo e cercava di colmare quel vuoto cercando adrenalina con i furti. Presto alle rapine si aggiunsero alcol e droghe, quella vita lo ha condotto al carcere (questa volta quello per adulti). La sua rabbia cresceva costantemente e l’unico modo che aveva per sfogarla era fare a pugni, così, un giorno iniziò una rissa e venne chiuso in isolamento. Quei giorni acuirono la sua depressione al punto da fargli tentare il suicidio, le guardie, però. intervennero in tempo e gli salvarono la vita.

 

Uscito di prigione Pridmore decise che doveva canalizzare la sua rabbia ed utilizzarla come strumento per fare soldi, così, inizio a fare il buttafuori per tutti i locali di Londra. Fu proprio in quel contesto che venne assunto dai criminali che controllavano la zona di cui in seguito divenne  socio. Spaventare e minacciare i commercianti indietro con i pagamenti appagava il suo desiderio di rissa ed i ricavi di queste attività illecite gli consentivano di vivere nel lusso con donne, auto e droghe sempre a portata di mano, il che gli dava un senso di rivalsa per una vita fino ad allora difficile.

 

Tutto sembrava andare bene, poi un giorno, per sedare una rissa, diede un pugno ad un ragazzo con un tira pugni, questo cadendo batté la testa contro il marciapiede ed il suo sangue bagno la strada circostante. John, visto il sangue e sentite le urla delle ragazze attorno, decise di prendere la macchina ed allontanarsi. Il suo primo pensiero è stato: “Adesso mi danno dieci anni”, il suo era un totale disprezzo per la vita umana non gli interessava di aver ucciso un ragazzo ma solo la conseguenza di quel gesto.

 

La notte gli fu consigliera, si accorse di essere estremamente egoista, disumano, lontano da tutti e da tutto, comprese in quell’istante che le persone che lo circondavano non gli avrebbero offerto alcun ausilio e che i suoi soldi non lo avrebbero aiutato a sentirsi meno male. La sua coscienza (lo spirito santo dentro di noi) si era manifestata per la prima volta, sentiva che dio lo stava abbandonando e questo lo faceva sentire uno straccio: ”Dicono che questa sensazione, quella di Dio che ti abbandona, sia l’inferno. Se è così prego perché nessuno vada all’inferno”.

 

John era stato illuminato, vedeva finalmente Dio, per questo decise di andare a trovare la madre e raccontarle quello che stava passando, come si sentiva e come aveva ritrovato la fede, la madre (l’unica credente in famiglia) pianse a dirotto “Come se le lacrime la purificassero da tutti i patimenti che le avevo fatto provare”, racconta John, e gli disse che due settimane prima aveva pregato perché Gesù lo portasse con se, anche se questo significava che sarebbe morto.

 

L’incontro con la madre lo convinse a cominciare un percorso spirituale, chiese al patrigno una Bibbia e fu colpito dalla parabola del Figliol prodigo: “ Prima di quel momento avevo pensato che Dio non potesse amare uno come me, uno che aveva commesso tanti peccati, ma in quel momento mi sono accorto che non si sarebbe mai stancato di aspettarmi perché mi ama”.

 

Il primo passo era compiuto, adesso serviva una conversione, ma non sapendo come fare John si rivolse ad un amico sacerdote che gli consigliò un ritiro spirituale. In quei giorni Pridmore si è incontrato con Gesù ed ha preso per la prima volta la comunione. Adesso, da oltre 17 anni, John viaggia per il mondo con lo scopo di raccontare la sua esperienza di conversione e dare una mano a chi come lui ha trovato ostacoli insormontabili che solo Dio può rimuovere.