Ex Jihadista, si converte al cristianesimo scopriamo perchè

Ex Jihadista si converte al Cristianesimo e trasforma la sua vita

Aveva soltanto 12 anni, Isik Abla, quando cominciò a desiderare di morire per Allah ed essere considerata un’eroina dalla sua gente.
La vita da adulta, invece, le ha riservato un futuro completamente diverso. Dopo aver lasciato la patria e raggiunto gli Stati Uniti, per sfuggire alle violenze del marito, ha cominciato un nuovo lavoro. E qui il suo nuovo capo, un cristiano convinto, ha iniziato a parlarle di Gesù, con una tale gioia e serenità da incuriosirla. Così, in un momento molto difficile della sua vita, in cui, disperata, pensava davvero di farla finita, Gesù ha parlato anche a lei: “Quando stavo per suicidarmi Gesù Cristo mi si mostrò in un modo miracoloso che ha completamente cambiato la mia vita.”.

Ora è impegnata ad aiutare l’occidente a capire la mentalità jihadista e a combatterla: “Ero una di loro. Apparivo moderna, questa è la parte più preoccupante dell’islam di oggi, che i suoi individui possono apparire molto moderni. Possono apparire molto occidentali, come me. Ma se mi avessero detto di uccidere nel nome di Allah, mi sarei messa in prima linea.”.
“Esiste un’educazione alla Jihad, c’è una popolazione della Jihad, un sistema mediatico della Jihad e un sistema economico della Jihad.”. “Ci sono diversi tipi di jihad integrati al mondo occidentale di oggi.”. “Io facevo parte di una Jihad diversa. Era una Jihad educativa, che vivevo attraverso il mio primo marito musulmano, perché la sua famiglia supportava la Jihad.”. “(C’è chi offre) il pagamento delle lezioni agli studenti per inviarli nelle università più rinomate e prestigiose del mondo occidentale. Pagano l’educazione ad Harvard, la pagano a Princeton, a Yale. Noi elargivamo soldi a questo tipo di educazione jihadista, affinché le persone potessero raggiungere le più alte cariche di potere per governare quello che deve avvenire in Occidente e per islamizzare il mondo occidentale. Questo è un tipo di islam ideologico a cui io appartenevo.”.

Come si evince dalle parole della nostra nuova sorella, il piano dell’estremismo islamico è subdolo, tanto da mirare alla classe dirigente e da coinvolgere gli occidentali di ampio potere. Abla ora spera che altri islamici comprendano che la pace di cui hanno bisogno deve essere cercata in Cristo. A tal proposito cerca adesso di evangelizzare, anche tramite un’emittente televisiva e radiofonica, in diverse lingue, in modo da arrivare a più persone possibili, toccarne il cuore col messaggio dell’amore di Dio. Vuole far capire che è bene sacrificare la vita per gli altri, in nome di Dio, anziché uccidersi, facendo altre vittime, per il proprio dio. Abla lo dice in turco, in arabo, in urdu, in farsi e in inglese, raggiungendo 370 milioni di persone, in 150 paesi. Ecco uno dei suoi messaggi: “Trova il tuo scopo e la tua identità in Dio. Quando vedi che l’islam uccide e che i musulmani uccidono, fatti questa domanda come musulmano, guardati intorno e domandati: “E’ questo Dio? Può essere questo Dio? Può essere questo il Creatore?”. “Quando siamo in Gesù Cristo e conosciamo la Parola di Dio, diciamo che esiste un solo nome e il suo nome è Yeshua Hamashiach (Gesù il Messia). Devi capire chi stai servendo e qual è il tuo scopo. Perché senza di Lui non sai chi sei e non sai perché ci sei.”.