Jacalyn Duffin, la scienziata atea che si è inchinata a Dio

L’ematologa e luminare canadese Jacalyn Duffin ha scritto di recente sul sito della ‘BBC‘ un articolo in cui parla del rapporto tra medicina e miracoli. Nel corso della sua carriera, infatti, la dottoressa si è trovata a confrontarsi con una guarigione inspiegabile che ha di fatto sancito la beatificazione di Santa Marie Marguerite d’Youville.

Trattandosi di una donna che si professa atea convinta, la sua testimonianza assume un rilievo ancora maggiore e di fatto conferma oltre ogni ragionevole dubbio che la guarigione di una donna canadese devota alla santa non ha alcuna base scientifica. Tutto si è verificato nel 1986 quando l’ematologa si è trovata di fronte ad un campione di sangue appartenente alla donna: l’analisi al microscopio ha confermato che nel sangue c’erano tracce di leucemia mieloide acuta, di fatto una delle forme più aggressive della malattia.

Conscia della devastante forma di male che aveva colpito il soggetto, la dottoressa Duffin ha dichiarato che la paziente a cui apparteneva il sangue era sicuramente morta. Con grande sorpresa ha scoperto, invece, che la donna era ancora viva dopo sette anni dalla contrazione della malattia. Non solo, ha anche scoperto che la leucemia era passata in fase di recessione per ben due volte senza che la paziente si sottoponesse ad alcun trattamento terapeutico. Solo in quel momento ha scoperto che la sua analisi era stata richiesta dal Vaticano come prova del miracolo compiuto da Santa Marie Marguerite d’Youville (durante il processo di canonizzazione il Vaticano si serve spesso di testimoni ciechi tra i medici, ovvero inconsapevoli del fine delle analisi).

Quattro anni dopo papa Giovanni Paolo II ha canonizzato Suor Marie Marguerite ed ha invitato la dottoressa Duffin a partecipare alla cerimonia per dare testimonianza: “Sono stata invitata a dare testimonianza della mia relazione a un tribunale ecclesiastico. Preoccupata per questa importante richiesta ho presentato alcuni articoli della letteratura medica sulla sopravvivenza nella leucemia”. Colpita da quanto scoperto, la dottoressa ha passato i successivi anni della sua carriera ad analizzare casi simili ed ha redatto ben due libri in cui sono analizzati ben 1400 casi di guarigioni miracolose.

Il motivo di una tale ricerca è semplice e lo spiega la stessa dottoressa a conclusione dell’articolo sopra menzionato: “Sebbene io sia ancora atea, credo nei miracoli, nelle cose meravigliose che accadono per le quali non possiamo trovare alcuna spiegazione scientifica. Quel primo paziente è ancora vivo circa 30 anni dopo il suo attacco di leucemia mieloide acuta e non posso spiegare perché. Lei può”.