USA: Per 900 dollari acquista due teste e una colonna di feti abortiti

PEZZI DI FETI ABORTITI VENDUTI SU INTERNET, DUE TESTE UNA COLONNA ALLA MODICA CIFRA DI 900 DOLLARI, ECCO PERCHE’ MOLTI CALDEGGIANO L’ABORTO

Il 28 dicembre è il giorno in cui la Chiesa celebra il martirio dei “Santi Innocenti”, ad un giorno di distanza da questa ricorrenza è impossibile tralasciare quanto scoperto da alcuni giornalisti dell’agenzia di stampa ‘Reuters‘ all’interno dell’azienda Restore Life che si occupa di fornire cadaveri alle università ai fini di ricerca. Giorno 26 dicembre, infatti, è uscito un articolo in cui Reuters spiegava di aver scoperto un traffico illecito di resti umani appartenenti a feti abortiti, proprio all’interno della azienda americana. Dopo aver ricevuto una soffiata, un giornalista si è finto un acquirente interessato e con un semplice scambio di mail è riuscito ad acquistare due teste umane ed una colonna vertebrale per 900 dollari.

Secondo quanto riportato nell’articolo, la polizia americana ha fatto il suo ingresso nell’azienda e durante la perquisizione ha trovato quattro corpi appartenenti a bambini non ancora nati. La dirigenza dell’azienda ha spiegato la presenza dei corpi evidenziando come facciano parte del loro lavoro di fornitura delle università. Ma la giustificazione non spiega la vendita via internet di singole parti ad acquirenti non meglio identificati. Inoltre la legge americana vieta la vendita di parti di cadaveri che non siano organi destinati ai trapianti, il che rende questo commercio sbagliato non solo moralmente ma anche legalmente.

L’accaduto (le indagini risalgono al 2013) apre un’inquietante scenario dietro alle aziende private che si occupano degli aborti. Nello stesso articolo sopra citato, i giornalisti fanno presente che le strutture adibite a questa pratica non siano soggette a controlli approfonditi da parte delle autorità, cosa che permetterebbe loro di gestire un traffico illecito molto redditizio. Ovviamente si tratta di uno scenario assolutamente pessimistico in cui tutte le aziende che si occupano di aborti e quelle che si occupano di rifornire cadaveri alle università violerebbero le leggi per profitto economico senza curarsi dell’aspetto etico di questo scabroso traffico.