Come ogni anno in periodo di Natale il Comune di Ivrea ha indetto un concorso riservato ai bambini delle scuole che prevede la costruzione di presepi. In questa occasione, però, gli studenti degli istituti non potranno partecipare in quanto alunni, poiché i dirigenti scolastici hanno deciso di non aderire all’iniziativa. A darne notizia è stato l’assessore Giorgia Povolo, la quale ha spiegato ad ‘Ansa‘: “Abbiamo percepito una forma di perplessità nell’appoggiare l’iniziativa, probabilmente per non rischiare di urtare la sensibilità di bimbi appartenenti a fedi religiose diverse”. Decisa a rispettare la decisione dei vari istituti, ma anche di mantenere l’impegno preso, l’associazione che ha proposto il concorso lo ha modificato per permettere ai bambini dai 4 ai 13 anni desiderosi di partecipare come residenti del comune o appartenenti ad una parrocchia.
Cercare di fare integrare bambini provenienti da nazioni e culture diverse è un obbiettivo lodevole e doveroso da parte degli istituti scolastici e permette di costruire un futuro in cui gli adulti siano rispettosi gli uni con gli altri. La perplessità nasce laddove si ritiene che un concorso di presepi possa essere in qualche modo lesivo della sensibilità di culture e popoli differenti. Difficile credere che partecipare come istituto ad un simile concorso possa offendere o ledere la dignità di qualcuno, il discorso è simile a quello affrontato sull’affissione o meno dei crocifissi nelle classi. Come ogni forma di espressione della propria libertà personale, anche quella di manifestare il proprio credo è da tutelare. In questo caso specifico, poi, il concorso era ad adesione, dunque solo i bambini che desideravano parteciparvi avrebbero dovuto costruire il presepe, il che rende il timore degli istituti probabilmente infondato.
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Luca Scapatello
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