Italo si laurea ad 82 anni per conoscere il destino della sua anima

Italo si laurea ad 82 anni per conoscere il destino della sua anima
Italo Spinelli si laurea a 82 anni

Italo Spinelli è un uomo di 82 anni che ha appena preso una laurea in Filosofia all’università di Macerata. Il motivo che l’ha spinto ad intraprendere il percorso di studi a quest’età è stato la morte della moglie Angela. Dopo il trapasso della donna con cui aveva vissuto 52 anni della sua vita, Italo sentiva infatti l’esigenza di sapere se le loro due anime si sarebbero rincontrate nell’aldilà. Lo stimolo di tale conoscenza è stato sufficiente a fargli sostenere 35 esami con una media del 24 ed a farlo laureare con una tesi su Tommaso Moro.

Italo Spinelli: “Dovevo sapere se avrei incontrato nuovamente mia moglie”

In un’intervista concessa a ‘Il Resto del Carlino‘, Italo parla del dolore provato dopo la scomparsa della moglie: “I primi giorni sono stati terribili, ero devastato. Avevo bisogno di risposte, e di trovare un modo per andare avanti. Che cosa ci aspetta dopo la morte?”. Da sempre credente, la sua fede era stata scossa, Italo per la prima volta nella vita sentiva l’esigenza di avere delle conferme ed è andato a parlare con il suo parroco per chiedergli se gli studi in filosofia potessero essere pericolosi. Il parroco gli rispose che molti religiosi avevano studiato filosofia e l’anziano si è convinto a dare nutrimento alla propria curiosità.

Oggi, quattro anni dopo quella decisione, Italo ha compreso che: “La filosofia è pericolosissima, perché si scontra spesso con la teologia. Tutti hanno un’opinione diversa e discorde dagli altri. Io ho capito che preferisco credere a chi mi dà la possibilità, pur se eventuale, di credere all’immortalità dell’anima”. La risposta certa che cercava, dunque, non è stata trovata, ma in ogni caso lo studente ha trovato ciò che cercava, ovvero la consapevolezza che credere nell’aldilà è comunque la cosa giusta da fare: “L’anima vive, sono credente e la penso come Pascal, il filosofo che sento più vicino perché la sua scommessa è davvero geniale. Il suo ragionamento porta alla conclusione che conviene credere in Dio: se esiste ottengo la salvezza e ho vissuto un’esistenza lieta rispetto alla consapevolezza di finire in polvere”.

Luca Scapatello