“Io ho visto una luce”: vissuto tra i musulmani, diventa cristiano e poi frate. Video

Una testimonianza forte arriva da un frate Francescano che racconta come la luce di Cristo abbia illuminato la sua vita. 

Lo ha fatto al “XXI Convegno generale della Comunità Magnificat”, che si è svolto a Chianciano Terme, in provincia di Siena. E, come lui stesso l’ha definita, è una “testimonianza lunga 22 anni”.

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Fra’ André Marie Rahbar – photo source: screenshot YouTube

Lui si chiama fra’ André Marie Rahbar e le sue parole vanno dritte al cuore di ciascuno di noi.

Un cristiano in mezzo ai musulmani

Ventidue anni fa ho conosciuto una persona che si chiama Gesù Cristo. Dove? In Iran”. È con queste parole che inizia a raccontare la sua vita Fra Andrè Marie, francescano, al convegno della “Comunità Magnificat”, che si è svolto a Chianciano Terme.

In un paese a stragrande maggioranza di religione musulmana, un briciolo di speranza, un piccolo seme della parola di Dio si è depositato nel cuore di questo giovane che ha deciso, poi, di donare la sua vita a Gesù. Ecco il suo racconto: “Io sono nato in una città dove tutti sono musulmani. Non ci sono cristiani. Io sono nato in una famiglia che neanche credeva in Dio e, fino all’età di 13 anni, ero un bambino che giocava in strada, che andava a scuola e che non era interessato né a Dio e né alla religione”.

Una vita normale, lontano da Dio. Finché un giorno capita una cosa bizzarra: lungo la strada per andare a scuola, André trova a terra un libro. “Per curiosità, ho preso questo libro per strada e sopra c’era scritto ‘Vangelo di Gesù Cristo’. È stata una cosa strana. Ma chi era Gesù? Che cos’è il Vangelo? Mi sono chiesto”, racconta lui stesso.

Fra Andrè: “Trovai per strada il Vangelo e ne rimasi colpito”

Apre le prime pagine e inizia a leggere il Vangelo di Matteo. Anche se all’inizio sembrava essere una lettura noiosa, la curiosità di conoscere chi fosse questo Gesù, si fa sempre più forte nel cuore di questo ragazzino: “[…] Sono arrivato a qualche pagina dopo, alle beatitudini. ‘Beati i poveri’. Tutti conosciamo cos’è la povertà, e la vediamo anche […] Più andavo avanti, più questo Gesù diventava interessante, perché per la prima volta sentivo dire che i poveri sono beati, così come anche i tristi.

Per la prima volta, sentivo uno dire di pregare per i nostri nemici. Io dico questo perché per voi, forse un po’, è normale perché siete cresciuti in una società cristiana. Da noi non esiste questo e, per la prima volta, sentire di pregare per i nostri nemici o, anche, ‘Voi siete la luce e sale della terra’,

André ha continuato a leggere questo libro giorno e notte, senza mai fermarsi: “Sapete? Ancora oggi, questo libro è vietato nel mio Paese […] portare un Vangelo o una Bibbia equivale, nel mio Paese, a portare 6 kg di eroina. Io non so chi abbia lasciato questo libro, quel giorno, sulla strada. Ma questo libro mi ha cambiato la vita”. Da lì, poi, André scopre che, quello stesso libro, aveva cambiato la vita di tante altre persone in altre parti del mondo.

Sono iniziati, così, anche i problemi con la sua famiglia perché vedevano che il loro unico figlio leggeva sempre questo libro: “[…] All’inizio mi hanno detto che si trattava di racconti, di parole che erano di 2000 anni fa, dicendomi di non distruggere il mio cervello con quelle sciocchezze. Ma non potevo, perché c’era una differenza: questa persona che ho trovato in questo libro, mi ha fatto sentire…non lo so, ancora dopo 22 anni non riesco ancora a spiegare come mi sentivo. Posso solo testimoniare che Lui era vicino a me, e lo sentivo” – continua a raccontare Fra André.

Il suo cuore permeato da quella lettura

Sentiva nel suo cuore qualcosa che veramente esisteva: era Gesù. Nonostante tutto, la sua famiglia continuava a non capire, tanto che decisero di portare André dallo psicologo. Suo padre decise di strappargli quel libro, ma André non si arrende. Con i soldi che tutte le mattine prendeva a suo padre per andare a scuola, ha cercato in tutta la città nuovamente il libro, fino a quando non l’ha ricomprato.

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A sinistra fra’ André Marie Rahbar – photo source: Seraphicum.org

Nonostante l’avesse comprato con i suoi soldi, il papà di fra André non accettava la presenza di quell’oggetto in casa. Ma più lo gettava via, più il giovane André lo ricomprava. E, leggendolo durante il cammino per strada, da casa sua a scuola, lui pregava anche proprio guardando verso il cielo, pregava proprio quel “padre nostro che sei nei cieli”: “Ho conosciuto Cristo proprio su quella strada […] Spesso mi recavo alla biblioteca vicino alla mia scuola per leggere il mio Vangelo, specie in inverno”.

Le difficoltà con la sua famiglia, ma Gesù aveva scelto lui

André era geloso di quel libro, che dalla paura lo ha portato a conoscere la Luce. Ma non poteva stare lontano da quel libro e, per questo (anche perché non poteva recarsi sempre in biblioteca) decide di scriverlo e ricopiarlo: ovvero tutti e 27 i libri del Nuovo testamento.

Avere il Vangelo significava portare la luce dentro di sé, non solo nella sua tasca. Ma soprattutto viverlo: Questo è stato il punto rivoluzionario della mia vita: forse, il Signore ha aperto un’altra finestra davanti a me […] Sono passati, da quel primo momento, due anni. E dopo due anni, finalmente, ho trovato una chiesa […] Ho fatto un cammino di quasi 7 anni per ricevere il Battesimo” – spiega Fra Andrè.

Ma è proprio in quel momento, da quella sua decisione, che sono iniziati i problemi sia con la sua famiglia, sia con la società nella quale viveva. Dopo 15 anni, però, fra André riceve la Prima Comunione. Ed è stato proprio dopo tutte queste difficoltà e pressioni, che il giovane André ha cominciato a chiedersi il perché delle persecuzioni contro i cristiani in Oriente. Mentre avveniva tutto ciò, in lui maturava il seme della vocazione che il Vangelo aveva gettato.

Il racconto e la lettera di Papa Francesco

Io ho visto una luce” – racconta, e quella luce è proprio il Vangelo di Gesù. “Per questo ho deciso di seguire questa luce”. E quando ha fatto la sua prima professione di fede, André e i suoi compagni hanno, anche, ricevuto una lettera da Papa Francesco: “[…] Fra le cose che mi ha scritto, la frase che mi ha più colpito è stata quella nella quale mi diceva che il mondo ha bisogno del nostro sorriso […] Io sono frutto della preghiera di persone che, come voi, hanno pregato per me” – continua.

Ma ascoltiamo dalla viva voce di Fra André il suo racconto.

Video: Comunità Magnificat – Official

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