Interroghiamo Padre Pio sull’aborto

Interroghiamo Padre Pio sull’aborto
ProVita

Interroghiamo Padre Pio sull’aborto, sui fatti riguardanti il manifesto ProVita.
Era fissato per il 15 Aprile, il termine entro il quale il manifesto ProVita, tanto discusso in questi giorni, avrebbe raggiunto il suo obiettivo: lanciare un messaggio antiabortista, semplice, chiaro.

Invece, a causa delle pressioni politico/sociali, fomentate a partire dalle rappresentanti donne del Pd del comune di Roma, a cui hanno fatto seguito tantissimi altri sostenitori dell’interruzione volontaria di gravidanza, il manifesto è rimasto affisso solo per poche ore, poi censurato, cancellato dalle coscienze.

L’intenzione di base era quella di promuovere una campagna di sensibilizzazione, in occasione dei quarant’anni della legge 194 (del 22 Maggio del 1978).
In ogni caso, questo “intoppo” non fermerà la campagna, tant’è vero che ne stiamo ancora parlando, mentre gli abortisti si ingegnano a trovare i mezzi più consoni, per toglierci il diritto di pensiero e di espressione.
A loro, oggi, vogliamo rispondere con le parole di Padre Pio, sull’argomento.
Padre Pellegrino gli aveva chiesto:“Padre, lei stamattina ha negato l’assoluzione per procurato aborto ad una signora. Perché è stato tanto rigoroso con quella povera disgraziata?”.

Padre Pio: “Il giorno in cui gli uomini (…) perderanno l’orrore dell’aborto, sarà un giorno terribile per l’umanità. Perché è proprio quello il giorno in cui dovrebbero dimostrare di averne orrore”.
“L’aborto non è soltanto omicidio, ma pure suicidio. E con coloro che vediamo sull’orlo di commettere con un solo colpo l’uno e l’altro delitto, vogliamo avere il coraggio di mostrare la nostra fede? Vogliamo recuperarli sì o no?!”.
Padre Pellegrino, allora, gli chiese cosa volesse dire con la parola “suicidio”.

Padre Pio rispose: “Capiresti questo suicidio della razza umana, se, con l’occhio della ragione, vedessi la bellezza e la gioia della terra popolata di vecchi e spopolata di bambini: bruciata come un deserto. Se riflettessi, allora sì che capiresti la duplice gravità dell’aborto: con l’aborto si mutila sempre anche la vita dei genitori”.

Antonella Sanicanti