Insegnante sotto accusa: “Afferma Maometto era un pedofilo”

Insegnante austriaca fornisce una dichiarazione forte e alquanto inopportuna.

La notizia dei bambini della scuola elementare di Palermo che sono entrati con il rosario al collo come forma di protesta per un provvedimento che impedisce le preghiere all’interno dell’istituto, durante le ore di religione, ha riproposto l’annosa questione dei limiti da porre alla libertà di manifestazione del proprio credo religioso. In molti si chiedono come possa essere offensivo per un qualsiasi soggetto, sebbene appartenente ad un altro credo, assistere a qualcuno che professa la propria fede e se per un’idea falsata di equità non si perda ciò che tradizionalmente a caratterizzato il nostro territorio.

Le offese alla religione altrui non possono risiedere nel professare il proprio credo, ma sono ben altro come dimostra quanto accaduto a Bregenz (Austria): durante una lezione un’insegnante avrebbe rivolto delle frasi ingiuriose nei confronti del profeta musulmano Maometto, definendolo un pedofilo per via del rapporto con la moglie Aisha (sposata quando questa aveva solamente 9 anni). Una simile affermazione è una grave mancanza di rispetto nei confronti di tutte le persone di fede islamica e non poteva essere tollerata dalla scuola che ha subito preso provvedimenti.

A dichiarare l’apertura di un’inchiesta ai danni dell’insegnante è stata Bernadette Mennel rappresentante del Partito Popolare Austriaco, questa ha detto al media locale ‘Vol.at‘ che simili affermazioni sono inaccettabili e che se si dovessero rivelare veritiere l’insegnante non solo perderebbe la cattedra, ma incorrerebbe in dure conseguenze legali. Della faccenda si sta occupando la procura di Bregenz, ma la questione ha assunto una risonanza nazionale ed è stata commentata duramente anche dal ministero dell’Istruzione austriaco.

Episodi come questo dimostrano come l’attenzione di chi si professa aperto a tutte le confessioni religiose e rispettoso di tutte le culture dovrebbe rivolgersi ad altro: che senso ha eliminare ogni simbolo religioso se poi non si propone un programma educativo che istruisca i giovani a rispettare le differenze culturali e religiose?