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Coronavirus: l’incenso aiuta a prevenire le malattie

Uno studio dimostra che bruciare incenso puro permette di disinfettare l’aria dalla presenza di batteri; può dunque aiutare a prevenire malattie?

Foto dal web

Bruciare incenso per le cerimonie religiose è una tradizione che risale al popolo ebraico e che è stata ereditata dal Cristianesimo.

L’incenso in Chiesa

Sin dagli albori della Chiesa, l’incenso è stato utilizzato primariamente come atto simbolico di coinvolgimento dell’olfatto del fedele nella Santa Messa. La celebrazione, infatti, si basa su vari tipi di comunicazione: quella uditiva (l’omelia e la preghiera ovviamente); quella visiva (sono molteplici i gesti ripetuti e i simboli utilizzati all’interno di una Messa); quella tattile (ad esempio l’utilizzo del Rosario, ma anche l’inginocchiarsi per pregare); quella del gusto con la ricezione del Corpo di Cristo ed infine quella olfattiva, attraverso appunto l’incenso.

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Chiaramente l’incenso ha anche un valore simbolico, ricordandoci la natura misteriosa della Messa e la sensazione di distanza che c’è tra il nostro mondo ed il Regno dei Cieli. La tradizione è stata ereditata dalla celebrazione ebraica (viene citata in più occasioni da Giovanni nell’Apocalisse) e divenuta subito di uso comune. I Sacerdoti lo utilizzavano anche per nascondere l’odore dei pellegrini, i quali giungevano dopo lunghi viaggi senza la possibilità di lavare corpo e abiti. Inoltre durante i periodi della peste si riteneva che questo aiutasse a scongiurare il contagio. Quanto c’è di vero in questa convinzione?

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Proprietà terapeutiche e disinfettanti

Uno studio recente, i cui risultati sono stati pubblicati sul sito ‘Healtline’ ci dice che bruciare incenso di Mirra ha ridotto del 68% il contagio da batteri nell’aria. Il test, si legge, è stato effettuato all’interno di una chiesa del XVII secolo. I ricercatori ha riguardo hanno poi commentato: “Le proprietà antimicrobiche di olio essenziale derivato dall’incenso, un composto con uso tradizionale ben noto, hanno mostrato che possiede un chiaro potenziale come agente antimicrobico naturale”.

Da uno studio condotto dalla Federazione delle Società Statunitensi per la Biologia Sperimentale si è scoperto inoltre che l’incenso avrebbe proprietà antidepressive. Al momento però si tratta di uno studio preliminare e gli studiosi non hanno idea di quale sia il motivo di questo effetto: “l’incenso incandescente attiva canali di ioni poco compresi nel cervello per alleviare l’ansia o la depressione. Suggerisce che una classe del tutto nuova di medicinali per la depressione e l’ansia possa stare benissimo sotto il nostro naso”.

Per quanto riguarda lo scongiurare un contagio, si tratta tuttavia di una convinzione del passato per la quale non esistono prove scientifiche. Inoltre bisogna ricordare che inalare grossi quantitativi d’incenso, specie se mischiati ad altre sostanze, può avere un effetto dannoso sul nostro organismo.

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Luca Scapatello

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Luca Scapatello

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