Il Vescovo inviato dal Papa a Medjugorje è un luogo di grandi frutti, non è d’accordo col vescovo di Mostar

 

 

Abbiamo più volte parlato della decisione di Papa Francesco di mandare un Inviato Speciale in quel di Medjugorje, allo scopo di analizzare la situazione pastorale e fornire, dopo un’attenta analisi, le direttive da seguire in futuro.

 

Il compito è ricaduto sull’Arcivescovo di Varsavia Henry Hoser, grande sostenitore dei frutti di Medjugorje e uomo di grande fede in Dio e nella Madonna (non potrebbe essere altrimenti dato che la Polonia tutta è consacrata da secoli alla Regina della Pace).

 

Sin dalla nota ufficiale inviata dall’ufficio stampa pontificio, i dubbi sulle motivazioni che hanno indotto il Santo Padre ad inviare Monsignor Hoser in terra slava sono sorti rigogliosi. Anche in Croazia, nazione confinante con Medjugorje, si sono interrogati sulla motivazione di tale “Sorveglianza” ed hanno chiesto lumi all’Arcivescovo, il quale ha risposto come sempre ”Il mio compito è quello di valutare l’aspetto pastorale della diocesi di Medjugorje”.

 

La versione ufficiale del Vaticano, dunque, è sempre la stessa, ovvero che non ci sono motivi di dubitare di Medjugorje e delle apparizioni, l’unico aspetto che al momento interessa alla Curia di Roma è quello di guidare i pellegrini che si recano nel paese Slavo, d’altronde come afferma sempre anche il Monsigonr Hoser: “L’albero si giudica dai frutti e quelli di Medjugorje sono buoni”.

 

Insomma Hoser osserverà i pellegrini e parlerà con loro, dopo un periodo di raccolta dati e osservazione indicherà una linea pastorale da seguire in futuro. Questo perché, spiega l’Arcivescovo, il Pontefice come il suo illustre predecessore Giovanni Paolo II, è devoto alla Madonna e non può non guardare con favore un fenomeno ad essa collegato.