Il servizio de ‘Le Iene’ su Francesca mostra la verità sull’aborto

Il servizio de 'Le Iene' su Francesca mostra la verità sull'aborto
Francesca, costretta all’aborto da un sacerdote

Il servizio de ‘Le Iene‘ del 14 febbraio 2018 (che vi riproponiamo in calce alla notizia) su Francesca, una donna costretta ad abortire dal parroco con il quale aveva una relazione segreta, ha evidenziato le conseguenze psicologiche che un aborto può avere sulla donna che decide o viene indotta ad interrompere la gravidanza. Il fatto, poi, che ad obbligare la donna a compiere quel gesto innaturale sia stato proprio un uomo devoto a Dio (o presunto tale, dato i fatti), che dovrebbe difendere la sacralità della vita, rende l’evento ancora più doloroso, poiché mostra una volta di più come si sia perso il senso stesso della vita.

Il servizio de ‘Le Iene’ sull’aborto di Francesca

Il servizio comincia con delle immagini disturbanti, l’inviata de ‘Le Iene’ va a chiedere al parroco le ragioni del suo comportamento ed uno dei familiari reagisce con violenza buttando a terra la telecamera e colpendo ripetutamente l’operatrice. A nulla è servito il grido d’aiuto della donna che pregava il parroco di intervenire e far cessare quell’assurda violenza. Un rapido taglio di montaggio ci porta al cospetto di Francesca, è la stessa inviata che ci spiega che dopo l’incontro turbolento con don Giuseppe non ce ne sono stati altri.

Il racconto della donna comincia dalla depressione successiva all’aborto, Francesca non si perdonava per aver ucciso il figlio che aveva in grembo e questo l’aveva portata a pensare spesso al suicidio: “Io mi stavo suicidando senza mangiare, senza dormire e senza bere”. Quindi fa un passo indietro a quando don Giuseppe arrivato in paese è entrato con forza dirompente nella sua vita. Il giovane parroco si soffermava spesso a parlare con Francesca, quella vicinanza è presto diventata qualcosa di diverso e la ragazza, appena maggiorenne, gli ha concesso la sua verginità. La ragazza sapeva che quel rapporto era sbagliato, ma era innamorata e il parroco le diceva che sentiva di aver intrapreso la strada sbagliata e che con il suo amore avrebbe avuto il coraggio di abbandonarla.

L’incipit della storia ricorda quello di un romanzo rosa, ma i successivi accadimenti deviano il racconto su tinte decisamente più fosche. Francesca si accorge di essere rimasta incinta e lo comunica all’amante: “Eravamo insieme quando ho fatto il test di gravidanza. Visto il risultato lui si è messo a piangere”. Don Giuseppe non voleva il bambino e, sebbene avesse detto alla ragazza che sarebbe stato presente, da quel giorno ha cambiato atteggiamento nei suoi confronti: “Divenne aggressivo nei toni, nelle parole. Venni lasciata sola come una pezza, buttata in un angolo e basta”. Francesca voleva tenere il bambino, ma era troppo giovane e si sentiva incapace di gestire da sola la situazione.

Questa scelta le è rimasta dentro e la fa soffrire ancora oggi, avendo la consapevolezza che niente potrà ridarle il figlio perduto.

Luca Scapatello