Il Segreto di Fatima svela l’attacco alla Fede in atto

 

Da quando è stato rivelato il terzo mistero di Fatima, o almeno la seconda parte che si riferisce alla persecuzione subita dalla Chiesa, sono in molti quelli che lo collegano a diversi eventi storici, a volte per esigenze politiche. Quello che ci chiediamo è se la predizione consegnata da Maria ai tre pastorelli si sia già verificata, si debba verificare o sia tutt’ora in corso.

 

In questo senso sono pregnanti le parole del Papa emerito Benedetto XVI: nel 2012, l’allora pontefice si stava recando in Portogallo per tenere una messa davanti a 200 mila fedeli lusitani, lungo il viaggio in aereo ha risposto alle domande di un cronista che gli chiedeva se la persecuzione nei confronti della Chiesa esistesse ancora e se sì da chi si doveva difendere. L’allusione, non troppo velata per la verità, era alle notizie di pedofilia collegate alla Chiesa, il Pontefice senza giri di parole  gli rispose:

 

“Quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio è anche che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno, dal peccato che esiste nella Chiesa.

 

Anche questo lo vediamo sempre ma oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la più grande persecuzione alla Chiesa non viene dai nemici di fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa. E che la Chiesa ha quindi profondo bisogno di reimparare la penitenza, accettare la purificazione, imparare il perdono ma anche la necessità della giustizia. Il perdono non sostituisce la giustizia. Dobbiamo imparare proprio questo essenziale: la conversione, la preghiera, la penitenza, le virtù teologali e che il male attacca anche dall’interno, ma che sempre anche le forze del bene sono presenti e che finalmente il Signore è più forte del male e la Madonna per noi è la garanzia. La bontà di Dio è sempre l’ultima risposta della storia”.

 

Benedetto XVI, dunque, non ha negato che il segreto di Fatima potesse riferirsi anche alla pedofilia dei parroci, né che i pericoli maggiori per la Curia vengono dal suo interno, anzi ha aggiunto che proprio gli attacchi dall’interno sono i più pericolosi perché minano la fiducia dei fedeli nell’Istituzione e distruggono il legame di fede che da sempre lega la Chiesa a Dio.

 

Per combattere le ingiustizie dall’interno il Santo Padre sosteneva che bisognava imparare nuovamente l’umiltà, pentirsi e successivamente convertirsi nuovamente al Cristianesimo. L’errore principale che si fa oggi, ha aggiunto durante la messa a Lisbona, è quello di dare per scontata la fede: “Spesso ci preoccupiamo affannosamente delle conseguenze sociali, culturali e politiche della fede, dando per scontato che questa fede ci sia .E ciò, purtroppo, è sempre meno realista”. Questo lo fanno i fedeli e anche i sacerdoti, ma va ricordato loro che la fede è un impegno che va mantenuto e che va coltivato giorno dopo giorno, non serve l’adesione formale alle pratiche religiose ma una continua ricerca di luce attraverso la preghiera.

 

Il segreto di Fatima, quindi, non si è concluso con l’attentato a Giovanni Paolo II, è un problema più complesso, un attacco coordinato e multiplo a tutto ciò che la Fede rappresenta, per questo motivo Papa Francesco ancora oggi insiste tanto sull’umiltà, sul rinnovamento dei valori e sul perseguire il messaggio iniziale, in fondo tutti, compresi i vescovi e i cardinali, devono ricordare che ciò che conta non è il potere ma la verità contenuta nella parola di Dio, solo in questo modo ci si può riavvicinare agli uomini e superare l’attacco che il diavolo ha scatenato contro la Chiesa.