Il segreto della Vittoria nel combattimento Spirituale.

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La vita spirituale è un’instancabile lotta per il possesso della” terra promessa” che è la conoscenza di Dio. Tale lotta si svolge nella “terra ” del nostro cuore.Gli stranieri “Filistei”,gli antichi nemici anche dell'”Israele spirituale, cercano di impedirne la presa di possesso. Si servono a questo scopo degli eserciti delle passioni, che Evagrio per la prima volta riassume in un catalogo di otto vizi e analizza dettagliatamente. Per accendere in noi queste passioni, i demoni lanciano incessantemente su di noi i “DARDI BRUCIANTI” (Efesini 6’16 ) dei loro “PENSIERI TENTATORI”, i quali sono perversione colpevole di quei sottili residui lasciati nel nostro spirito, come “Impronte” di un sigillo, dal rapporto con il mondo sensibile e materiale. Tutti questi pensieri-e ciò vale anche per le più elevate rappresentazioni concettuali che si riferiscono alle “Ragioni” (lògoi) della creazione –“imprimono”,”formano” e “plasmano” in qualche modo l?intelletto e lo legano in tal modo alle cose. Le” impressioni ” diventano però “Pensieri ” in senso peggiorativo solo quando l’uomo le accoglie pieno di passione, cioè con desiderio o con ira. In sè , infatti, nè le cose , che sono state create Dio , nè il nostro spirito,che è stato destinato per l’appunto a conoscerle, sono cattivi . Ora , nel momento in cui l’uomo interrompe l’agitazione della vita quotidiana e si mette in Preghiera davanti a DIO, ecco che tutte queste ” impressioni ” emergono dal fondo dell’anima come ” immagini ” VIVE ,per così dire, davanti all’ Occhio ” spirituale dell’intelletto. Come ciascuno può constatare nella sua esperienza, questo vale sopratutto per i moti contro natura dell’ira : ODIO, RABBIA, SDEGNO , i quali perciò sono i peggiori nemici della vita di preghiera. Si potrebbero dire molte cose sui devastanti effetti, in teologia e nella vita spirituale, di questi inpulsi d’ira ,che accecano l’intelletto e che spesso non sono per nulla percepiti come tali da coloro che ne sono colpiti. Ecco perchè EVAGRIO non si stanca ,anche nell’Antirrhetikos, di mettere in guardia dai pensieri dell’ira. Riempito di queste “Immagini ” , l’uomo comincia dunque a tenetre un “COLLOQUIO ” CON LORO INVECE CHE CON __DIO__e rovina così il celeste stato dell’intelletto, dal momento che non offre a Dio la sua preghiera in maniera “pura “, libera da tutte le passioni e infine, da tutti i pensieri. Perchè Dio è immateriale, e chi vuole avvicinarsi a lui deve egli stesso ” divenire immateriale” ,così da avvicinarsi immateriale All’IMMATERIALE. DIO infatti non è una” Cosa ” ,che lasci nell’intelletto un “impressione “: Dio trino e uno è assoluta presenza personale ,che si avvicina allo Spirito creato ” senza mediazione alcuna . QUESTA PRESENZA PERSONALE RISPLENDE NELL’ INTELLETTO , CHE è “immagine di DIO ” CREATA , NELLO STATO DELLA PREGHIERA, LA QUALE “LUCE BEATA ” COME IN UNO SPECCHIO….ORA , se il pregare è un deporre i pensieri , quanto più deve essere un disogliersi da tutti i pensieri passionali. Tramite questi pensieri passionali noi infatti intratteniamo un segreto COLLOQUIO con il Tentatore , proprio come i nostri Progenitori in Paradiso.