Il Santo Natale si festeggia il 25 dicembre | Ma quando è nato davvero Gesù?

Da sempre la discussione sulla vera nascita di Gesù accende gli animi degli storici ma altresì dei credenti e non, molti dei quali con posizioni diverse tra loro. Ora però arriva la risposta da parte di un ricercatore italiano che sembra mettere un punto. 

Con l’avvicinarsi del Natale la questione dell’effettiva data di nascita di Gesù torna naturalmente al centro del dibattito, in cui intervengono due docenti italiani.

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I due sono Fernando La Greca e Liberato De Caro, rispettivamente dell’Università di Salerno e dell’Istituto di Cristallografia del Cnr di Bari, e i loro studi offrono una rivelazione incredibile a tutti, credenti e non. Da questi emergono due anni precisi che sono ritenuti plausibili per la nascita e la morte di Gesù.

La domanda di molti da tempo

I risultati della ricerca sono liberamente consultabili in rete, e i due studiosi ne hanno parlato con la testata cattolica americana NCR. La domanda che fa da sfondo è quella già sentita molte altre volte. Davvero la Nascita del Salvatore è avvenuta a Betlemme durante l’inverno di poco più di 2.020 anni fa?

De Caro, che ha guidato la ricerca, afferma che questa data potrebbe essere effettivamente conoscibile e anche in maniera piuttosto precisa, grazie alle testimonianze lasciate dai pellegrinaggi ebraici avvenuti a quel tempo, collegati alla visita di Maria a Elisabetta e alla morte di Erode il Grande.

Ci sarebbero quindi valide ragioni storiche, calendariali e astronomiche che rendono possibile sapere quando effettivamente sia nato Gesù. “Una ricostruzione storica degli eventi accaduti nella vita di Gesù non è il motivo principale per cui sono stati scritti i Vangeli”, ha innanzitutto spiegato il professore al nationalcatholiceregister.com con una premessa. “Tuttavia, essi contengono informazioni cronologiche molto convincenti“, continua.

Cosa ci dicono i Vangeli a proposito

“Pensiamo, per esempio, alla nascita di Gesù all’inizio dell’inverno. Come si possono dedurre queste informazioni direttamente dai Vangeli canonici? Se ci si pensa, se la registrazione cronologica nel Vangelo lucano che Elisabetta era incinta al sesto mese, al momento dell’Annunciazione, è collegata alla frequenza temporale delle feste di pellegrinaggio a Gerusalemme, ciò diventa molto importante per quanto riguarda il possibile periodo dell’anno in cui Gesù sarebbe nato”.

Sono tre i pellegrinaggi che si svolsero, ha spiegato lo studioso: “uno per la Pasqua, un altro per la Pentecoste [ebraica] (cinquanta giorni dopo la Pasqua) e un terzo per la Festa dei Tabernacoli (sei mesi dopo la Pasqua). E “poiché Maria, al momento dell’Annunciazione, non era a conoscenza della gravidanza di Elisabetta, si deve necessariamente dedurre che nessun pellegrinaggio fosse avvenuto almeno cinque mesi prima di quel momento, poiché Elisabetta era già al sesto mese di gravidanza”. Quindi, ciò dimostra il fatto che “al momento dell’Annunciazione, Maria non sapeva nulla“.

Tutto questo porta a delle considerazioni di natura temporale. “Tutto ciò implica che l’Annunciazione sarebbe dovuta avvenire almeno cinque mesi dopo una festa di pellegrinaggio. Poiché gli intervalli tra Pasqua e Pentecoste, e tra quest’ultima e la Festa dei Tabernacoli, sono inferiori a cinque mesi, ne consegue che il periodo in cui collocare l’Annunciazione è tra la Festa dei Tabernacoli e la Pasqua”, e quindi che “la visita dell’angelo a Maria deve necessariamente cadere molto vicino e poco prima della Pasqua“.

Tutte le datazioni dedotte dagli studi biblici

Nello specifico, “la Pasqua ebraica dava inizio all’anno liturgico e cadeva nella prima luna piena di primavera, normalmente alla fine di marzo o all’inizio di aprile. Se aggiungiamo i nove mesi della durata di una gravidanza si arriva a fine dicembre, inizio gennaio. Di conseguenza, la Natività potrebbe effettivamente aver avuto luogo durante il periodo dell’anno tramandato attraverso i secoli dalla Tradizione delle Chiese d’Occidente e d’Oriente”.

Considerazioni di carattere storico e scientifico che fanno da sfondo alla Natività ma che permettono anche di accertare l’anno esatto della nascita di Gesù. “Esiste una lunga tradizione patristica che converge verso la datazione convenzionale dell’inizio dell’era cristiana”, spiega lo storico, aggiungendo però che “dagli studi di E. Schürer alla fine del 1800 l’opinione di molti storici è cambiata“.

Secondo il racconto evangelico, Erode “doveva essere ancora vivo nell’anno in cui nacque Gesù. Secondo lo storico Giuseppe Flavio, Erode il Grande morì dopo un’eclissi di luna visibile da Gerusalemme. L’astronomia diventa quindi utile per datare la sua morte e, di conseguenza, l’anno della nascita di Gesù”.

Un dettaglio non considerato cambia le carte in tavola

Negli almanacchi astronomici lo studioso Schürer “trovò un’eclissi di luna, visibile da Gerusalemme il 4 marzo a.C.”, così si dedusse il fatto che la morte di Erode avvenne nel 4 a.C. Da quel momento in poi il calcolo relativo all’era cristiana venne messo in discussione tanto che oggi, spesso, si  ritiene che la nascita di Gesù sia avvenuta intorno al 5 a.C. Ma l’analisi dello studioso italiano corregge e ribalta questa versione fino ad oggi accreditata.

“Un’accurata analisi astronomica delle possibili eclissi lunari associate alla morte di Erode il Grande — ora possibile grazie agli studi dell’astronomo BE Schaefer e una descrizione più dettagliata dei meccanismi fisici che limitano la visibilità a occhio nudo di tali fenomeni – mostra che l’eclissi del 4 a.C. avrebbe avuto una probabilità molto bassa di essere notata da qualsiasi osservatore”, spiega.

“Alla fine del 1800, quando Schürer condusse le sue ricerche, non si sapeva che un’eclissi parziale come quella del 4 a.C. non sarebbe stata visibile a occhio nudo…“. Questo ultimo dettaglio, della difficoltà che il fenomeno naturale venisse notato ad occhio nudo, fu dimostrata solo di recente. “L’invisibilità a occhio nudo dell’eclissi lunare del 4 a.C. è stata dimostrata solo negli anni Novanta”, spiega De Caro.

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La risposta definitiva: davvero Gesù nacque nell’1 a.C.!

“Purtroppo gli storici contemporanei, pur avendo maggiore accesso rispetto ai colleghi del passato alle scoperte di altre discipline, soprattutto scientifiche, non sempre si avvalgono di questi studi, in questo caso astronomici, e restano ancorati a risultati di ricerche che risalgono a più di un secolo fa e che, oggi, potrebbero essere considerate addirittura superate”, è la considerazione che precede la conclusione sorprendente.

Perché “sulla base dell’analisi più accurata oggi possibile della visibilità a occhio nudo delle eclissi lunari, la ricerca di una di essa realmente visibile in Giudea duemila anni fa, messa in relazione ad altri elementi cronologici e storici desunti dagli scritti di Giuseppe Flavio e dalla storia romana”, c’è “un’unica possibile soluzione” alla domanda sull’effettiva data della nascita di Gesù. “Una datazione della morte di Erode il Grande avvenuta nel 2 o 3 d.C., compatibile con l’inizio convenzionale dell’era cristiana”, che porta a ritenere che la Natività sia  avvenuta alla fine dell’anno 1 a.C.

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Insomma, per lo studioso è un dato assolutamente ufficiale. L’anno 1 a.C. è la data della nascita di Gesù e l’anno 34 d.C. quello della Sua morte. Insomma, le date della tradizione cristiana corrispondono effettivamente a quelle realmente avvenute oltre due millenni fa!

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