Il Miracolo Di Giovanni Paolo II riconosciuto dalla scienza.

 

La canonizzazione di Giovanni Paolo II avvenuta il 27 aprile 2104 si è concretizzata anche grazie al riconoscimento di un grande miracolo avvenuto diverso tempo dopo la sua morte. Parliamo della guarigione miracolosa di su suor Marie Simone-Pierre Normand avvenuta nel giu­gno 2005 attraverso la potente intercessione dal defunto Papa Wojtyla.

Dal 2001 la religiosa, che si occupa dei neonati in un ospedale francese, era affetta dal morbo di Parkinson, colpita in tutta la parte sinistra del corpo. I sintomi si sono sempre più velocemente aggravati con tremiti, rigidita’, dolori e insonnia, rendendole impossibili i gesti quotidiani. Il Parkinson è la stessa patologia, ad oggi incurabile, che colpì anche Giovanni Paolo II.

«Dall’aprile 2005 ho iniziato a peggiorare di settimana in settimana, deperivo giorno dopo giorno, non riuscivo piu’ a scrivere ne’ a guidare la macchina, facevo fatica a svolgere il mio lavoro», ha raccontato suo Marie. Il 13 maggio di quell’anno, Benedetto XVI ha dato avvio della causa di beatificazione di Giovanni Paolo II. «A partire dal giorno successivo le consorelle di tutte le comunità francesi e africane hanno iniziato a chiedere la sua intercessione per la mia guarigione. Hanno pregato incessantemente, senza stancarsi…». Nella notte tra il 2 e il 3 giugno la religiosa si accorse di non avere più alcun sintomo della malattia, riprese a camminare normalmente e i medici rilevarono l’improvvisa e perfetta guarigione.

Qualche giorno fa il prof. Carlo Jovine, primario neurologo dell’Ospedale S. Giovanni Battista dell’Ordine di Malta e autore di oltre cinquanta pubblicazioni scientifiche, nonché perito neurologo della Congregazione delle Cause dei Santi della Chiesa, ha spiegato come da parte della scienza ci siano pochi dubbi sui fatti avvenuti. «Il caso della suora francese è uno di oltre più di 200 casi delle guarigioni segnalati al postulatore della causa di beatificazione di Giovanni Paolo II», ha detto essendo membro della Consulta Medica che ha stabilito la “inspiegabilità scientifica” della guarigione della suora francese dal morbo di Parkinson.

«Si è scelto il caso della suora francese perché era il più significativo, tenendo conto che anche il Papa soffriva della stessa malattia, il morbo di Parkinson. Il caso di suor Normand è stato poi documentato da una mole di analisi mediche, di ricerche, di attestati medici proprio per confermare che la guarigione fosse stata scientificamente inspiegabile. La prima cosa che mi ha colpito come componente della Consulta Medica era proprio la mole della documentazione, circa 2 mila pagine con risultati degli esami specialistici, neurologici e psichiatrici, radiografie, ecc.». I documenti sono stati quindi sottoposti «all’esame della Consulta Medica composta da sette specialisti internazionali che dovevano esprimersi sulla spiegabilità o non spegabilità scientifica della guarigione».

Ci sono stati pareri discordanti, inevitabili perché «la guarigione era talmente sorprendente, direi sconvolgente. Alcuni medici hanno posto uno strano teorema: dal morbo di Parkinson non si guarisce, è una malattia cronica, evolutiva dalla quale non si può guarire. Quindi se la suora è guarita allora non aveva il morbo di Parkinson. E’ un ragionamento assurdo. Il medico che la aveva in cura voleva addirittura fare un intervento sul cervello (stereotassi cerebrale) per ridurre il tremore che le rendeva quasi impossibile gestire le attività quotidiane. Questo suo medico curante ha mandato la suora da uno dei più grandi specialisti, il prof. Gastaut, che ha confermato la diagnosi. Lo stesso Gastaut ha visto la suora dopo l’evento miracoloso e ha dovuto constatare che la suora non era più affetta dalla malattia di Parkinson. La scienza si ferma sul dato obiettivo: la malattia c’era e non c’è più».

Non può nemmeno valere l’ipotesi che la religiosa fosse affetta da un’altra malattia «perché la coerenza scientifica non consente di negare un quadro clinico consolidato negli anni e avvalorato da una pluralità di testimonianze e di analisi. Comunque sia, tutte le ipotesi alternative sono state oggetto di attenta verifica». Tra esse anche quella che la donna soffrisse di disturbi psicopatologici, tuttavia «suor Normand venne sottoposta ad una serie di esami di natura psichiatrica per escludere, appunto, che eventuali disturbi psicopatici o disturbi della personalità fossero all’origine della malattia. E questi esami non solo hanno confermato la totale sanità mentale della suora ma hanno messo in rilevo il suo carattere forte, volitivo, che non si era mai arreso di fronte alla malattia. E questa suora che alla fine non poteva fare più niente, nemmeno mangiare, dopo la guarigione improvvisa, totale e risolutiva, ha smesso di prendere i farmaci e ha riacquistato tutte le facoltà».

Come ha scritto Antonio Socci nel suo “L’indagine su Gesù”: «E’ proprio la scienza moderna in nome della quale si era preteso di lanciare la sfida, per uno strano e ironico disegno della Provvidenza, è diventata oggi il grande aiuto della Chiesa sia nel riconoscere indiscutibilmente l’evidenza del miracolo, sia nel fornire per ognuno quel dossier clinico, quell’ampia documentazione scientifica –derivante da esami accurati e oggettivi. L’oggettività che oggi ci fornisce la scienza su una guarigione totale, irreversibile, istantanea e definitiva, è perfino superiore a quella che ci è data dalla nostra osservazione empirica» (A. Socci, Rizzoli 2008, p. 301).