Il demonio una figura simbolica? Chiedetelo a chi soffre

Ridurre il demonio ad una figura puramente simbolica ci sembra davvero azzardato: la sua presenza è purtroppo presenza reale, constatata nel corso della storia dell’umanità e dalla stessa Sacra Scrittura in varie e precise occasioni.

la presenza del demonio è una presenza reale
Demonio

Il nuovo generale dei gesuiti, padre Arturo Sosa, non sembra pensarla a questo modo. Non è infatti nuovo a certe affermazioni, le quali ci lasciano non poco perplessi, quali ad esempio, visto che al tempo di Gesù non c’erano registratori, non possiamo sapere cosa esattamente egli ha detto.  Chi di noi di fronte ad una dichiarazione del genere non resta stupito? Tutta la storia allora sarebbe un falso? anche la filosofia ecc ecc ecc…..Perchè la scrittura dovrebbe rappresentare DI PER SE un “possibile falso” ? tutta la storia che noi studiamo è basata su REPERTI SCRITTI e confermata poi da archeologia, geologia ecc. Anche quella di Gesù e della Chiesa non fanno eccezione; una Chiesa oltretutto alla quale miliardi di persone lungo i secoli hanno hanno votato la propria vita fino a offrirla come i Martiri…..per la FEDE NELLA SUA PAROLA.

E hanno raccolto Vita Eterna…..

Torniamo a noi. Padre Sosa ha poi concesso un’intervista a El Mundo; ne riportiamo uno stralcio:

 “crede che il male è un prodotto della psicologia umana o proviene da un’entità superiore”.

“Dal mio punto di vista, il male fa parte del ministero della libertà. Se l’esere umano è libero, può scegliere fra il bene e il male. Noi cristiani crediamo di essere fatti a immagine a somiglianza di Dio, per cui Dio è libero, ma Dio sceglie sempre di fare il bene perché è tutto bontà. Abbiamo creato figure simboliche, come il diavolo, per esprimere il male. I condizionamenti sociali anche rappresentano questa figura, ci sono persone che agiscono così perché c’è un ambiente dove è molto difficile fare il contrario”.

Ma che avrebbe detto  Sant’Ignazio in proposito? Ecco  quello ha scritto nel “discernimento degli Spiriti”, chiamandolo “il Maligno, Satana, il nemico dell’umana natura”, e riconoscendogli un’identità precisa, una volontà di nuocere: “Come il capitano di un esercito, dopo avere piantato la tenda di comando e osservato le postazioni o la posizione di un castello, lo attacca dalla parte più̀ debole, così il nemico della natura umana, circondandoci, esamina tutte le nostre virtù̀ e ci attacca dove ci trova più̀ deboli”.

Sentiamo le parole dell’esorcista Paolo Carlin:

« Il demonio esiste, eccome. Combattiamo un chi e non un cosa. L’inganno vero di Satana è farci credere che lui e il male non esistono. Invece è lui l’origine del male. Il male, la sofferenza e la morte non sono stati dati da Dio. Dio è il Dio della vita. Gesù combatte un essere spirituale e incorporeo, un angelo ribelle, cattivo, perverso e pervertitore, che ha la pretesa di opporsi a Dio perché ha scelto il peccato di superbia: credersi come Dio e in grado di poter scegliere il bene e il male di testa propria. Ma solo Dio è infallibile».

«Satana è l’origine del male. È potente, ma non onnipotente. È potente in quanto angelo, ma è uno che ha perso. Dio non permette che Satana ci tocchi. Satana non può nulla se non c’è il peccato, la porta attraverso cui passa per pervertire la nostra vita. È l’uomo che si fa sedurre da Satana. La tentazione non è peccato. I santi hanno saputo resistere. L’uomo sedotto cade nella trappola del Maligno, come Adamo ed Eva. E questo è l’inganno: ci fa credere di essere buoni (anche senza ascoltare Dio, a prescindere da Lui). Occorre restare in grazia di Dio, cioè confessati e comunicati».

Vogliamo infine ricordare a padre Sosa che nella Chiesa del Gesù, Chiesa Madre della Compagnia di Gesù, dove s.Ignazio ha posto la sua dimora a Roma dando impulso definitivo (con l’approvazione papale nel 1540) all’Ordine dei Gesuiti, si sono da sempre lungo i secoli, praticati esorcismi e preghiere di liberazione fino ai giorni nostri.

E visti i tempi che corrono, l’uso sfrenato di droghe, sesso e alcool (specialmente tra i giovanissimi), la proliferazione e la facilità di incappare nelle sette di ogni tipo e lo smarrimento totale di ogni riferimento etico, sociale, religioso a cominciare dalle stesse istituzioni, prevediamo purtroppo l’urgenza e la necessità di continuare a farlo.

Stefano Didio