Grande attesa per la Festa del Perdono: come e quando aderire?

È alle porte la ricorrenza del “primo Giubileo” della storia e, tra le tante meraviglie, è atteso un ospite speciale.

Dal 23 al 30 agosto nella città di L’Aquila, si sta preparando la 727° edizione della Perdonanza celestiniana, con la giornata centrale che sarà pomeriggio del 28 agosto con l’apertura della Porta Santa della Basilica di Collemaggio. L’evento, che quindi si rinnova ogni anno con il rito dell’apertura della Porta Santa, richiama il messaggio di pace e fratellanza di Papa Celestino V lanciato con la Bolla del 1294.

Che cos’è la Perdonanza e a quando risale

La celebrazione fu istituita da papa Celestino V nel 1294 con l’emanazione della Bolla pontificia Inter sanctorum solemnia, meglio nota come la “Bolla del Perdono”. Con questa, l’allora Pontefice concesse l’indulgenza plenaria a chiunque, confessato e comunicato, fosse entrato nella basilica di Santa Maria di Collemaggio nel periodo stabilito. Ovvero, dai vespri del 28 agosto a quelli del 29. Di recente, poi, la ricorrenza è diventata “Patrimonio d’Italia per la tradizione” dal 2011 ed è stata iscritta nella “Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità” dell’Unesco nel 2019.

Il cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo de L’Aquila, ha rivelato di avere invitato anche Papa Francesco per la Perdonanza del prossimo anno. “La nostra città deve diventare una scuola, un centro di irradiazione di un messaggio di pace che raggiunga tutti e che muova il cuore dell’uomo. Un messaggio di perdono e quindi di pace che risuoni in tutto il mondo”, ha affermato il vescovo ai media vaticani.

Le parole del Cardinale che si è fatto portavoce di una comunità

Il cardinale ha infatti spiegato di essersi fatto portavoce di un’esigenza dell’intera comunità, quella di incontrare Francesco e attraverso il Pontefice vivere al meglio un momento di incontro vero e vivo con il Perdono del Signore, in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, di uscita dalla pandemia. “Sono certo che il Papa porta questo nostro desiderio nel suo cuore benevolo e paterno. Speriamo che le circostanze consentano di realizzare questo sogno”, ha affermato il cardinale.

“La Perdonanza celestiniana mi appare sempre più come un evento profetico acceso nella storia dallo Spirito Santo”, ha spiegato ancora il Porporato. “Il perdono è lo strumento che il Signore ci offre, che ci mette in piedi per la verità davanti a Dio, davanti agli altri. Il perdono è fondamentale per la comunità, perché se nel rapporto tra le persone il perdono non agisce come fattore che neutralizza le spine della contrapposizione, si determinano fratture”.

Il Perdono del Signore che va vissuto al meglio nell’epoca presente

Tuttavia, anche il Perdono del Signore va vissuto al meglio nell’epoca presente, ha continuato il porporato. “C’è una dimensione che ritengo molto importante e che tutti i Papi degli ultimi decenni hanno fortemente sottolineato, e cioè che il perdono è fondamentale come strategia per costruire la pace nel mondo. Quindi nei popoli e tra i popoli, come diceva Giovanni Paolo II, perché non c’è giustizia senza perdono così come non c’è perdono senza giustizia. E poi Papa Francesco ha fortemente evidenziato come la Misericordia di Dio rinnovi il mondo e come l’amore che scaturisce dal Vangelo sia forza di purificazione delle coscienze”.

Quella della Perdonanza è secondo alcuni visto come “Il primo Giubileo della storia”. L’evento è infatti precursore del Giubileo universale della Chiesa cattolica, istituito da papa Bonifacio VIII nel 1300, un legame storico ma anche fortemente significativo.  “Bisogna poi tenere presente che il primo Giubileo indetto da Bonifacio VIII è del 1300, mentre la Perdonanza è datata 1294. A me sembra evidente questa condizione di figliolanza, diciamo così, rispetto alla Perdonanza. Non credo che si possa spiegare il Giubileo nella storia della Chiesa senza fissare gli occhi di fronte alle pagine della Perdonanza e della lezione che essa contiene e trasmette”.

L’evento legato alla città di L’Aquila molto importante

Un’occasione che potrebbe corrispondere con un evento legato alla città di L’Aquila piuttosto felice e importante. “Sulla base di promesse che sono state fatte, ma anche di annunci pubblicati, c’è la concreta speranza che il prossimo anno possa portare l’inaugurazione del cantiere per la ricostruzione del Duomo”, ha rivelato il porporato. Precisando che ciò di cui parla è “una speranza che credo fondata perché basata su elementi oggettivi”.

E lanciando una critica oggettiva e dura alla gestione negativa del post terremoto per quanto riguarda gli edifici religiosi. “La ricostruzione delle chiese della diocesi de l’Aquila sta invece procedendo in modo più lento rispetto alla ricostruzione delle abitazioni civili. Ciò è dovuto anche al fatto che non sempre le leggi emanate ci sono rivelate adeguate”, ha chiosato il cardinale a Vatican News.

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“Ecco alcune volte si osservano labirinti normativi che non hanno aiutato la ripresa. Il rischio è che si moltiplichino i tempi i costi, ma anche i danni. L’attesa, quindi è che siano emanate leggi attente alle situazioni che accompagnino la strada della ripresa nel rispetto delle regole ma anche con determinazione perché si possa vedere accelerata questa fase e che porti in tempi brevi a risultati soddisfacenti”.

Giovanni Bernardi

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