Giuseppina Bakhita: il miracolo che rese Santa la schiava

Perché Giuseppina Bakhita è Santa?

Santa Giuseppina Bakhita salvò una donna dall’amputazione degli arti.

Santa Giuseppina Bakhita
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La storia di Santa Giuseppina Bakhita (1869-1947, Sudan) narra delle torture brutali subite da una bambina, rapita e venduta come schiava, che riesce a sopravvivere e ad arrivare in Italia, in età adulta.
Qui, viene in contatto con dei fedeli e comincia a sentir parlare di Cristo. Così, mano a mano, l’amore per colui che salva tutti e che si è immolato perché gli uomini venissero perdonati dai loro peccati e giungessero al Regno di Dio la conquista e decide, anche lei, di offrire la vita, la preghiera, ogni sofferenza per i fratelli.

Santa Giuseppina Bakhita: prepariamoci ad iniziare la Novena

La Novena a Santa Giuseppina Bakhita si svolge dal 30 Gennaio al 7 Febbraio e ci aiuta a conoscere meglio la vita di questa donna, che fu resa Beata da Giovanni Paolo II il 17 Maggio del 1992 e Santa, dallo stesso Pontefice, l’1 Ottobre del 2000.
Alla sua morte, il corpo rimase morbido e molti fedeli, soprattutto le mamme, le si avvicinavano e, prendendo la sua mano, la portavano sul capo dei loro bambini, per chiederle protezione.

La ricordiamo l’8 Febbraio; nella diocesi di Milano si celebra, invece, il 9 Febbraio.
Nel 1959, a soli 12 anni dalla sua morte, era già avviato il processo di canonizzazione e la Chiesa attendeva un ultimo miracolo prima di proclamarla santa.

Giuseppina Bakhita: il miracolo che la rese Santa

Fu quello accaduto ad Eva da Costa Onishi, a cui il diabete mellito aveva causato ulcerazioni agli arti inferiori. La donna, originaria del Brasile, era anche affetta da ipertensione e insufficienza cronica del circolo venoso.

Non aveva abbastanza soldi per potersi curare adeguatamente, dunque, i medici le avevano prospettato l’amputazione degli arti, perché potesse sopravvivere ancora.
Nel 1992, Giuseppina Bakhita era stata beatificata ed Eva partecipò ad un incontro delle “Donne Anziane”.

In quella circostanza, nella Cattedrale di Santos, pregò proprio la Beata Giuseppina Bakhita. Non fece in tempo ad arrivare a casa che le sue piaghe erano scomparse; dove prima comparivano le ulcere, la pelle si era ricostruita.
Quella guarigione miracolosa fu sottoposta all’attenzione della Congregazione per le Cause dei Santi. Essa si pronunciò il 21 Dicembre del 1998, dichiarando l’inspiegabile il caso di Eva.

Antonella Sanicanti

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