Chi siamo noi per giudicare l’operato del Papa?

 

In un bel articolo pubblicato sul proprio blog, la carismatica Annalisa Colzi prende nuovamente le difese del Santo Padre. Non vi è dubbio che Papa Francesco abbia subito una aggressione mediatica sin dal suo insediamento e questo ha creato divisioni all’interno della Chiesa, ma anche all’interno della comunità cattolica.

La scrittrice lo fa tramite la pubblicazione di un articolo in cui rispondendo, dunque, ad un interlocutrice di cui non menziona mai il nome, Sergio Russo comincia ad enumerare le motivazioni che lo inducono a rimanere fedele alle parole proferite dall’attuale pontefice. In primo luogo dice alla sua interlocutrice che non si può giudicare l’operato del Papa, esso in quanto vicario designato da Dio, successore di San Pietro, opera per sua volontà e non è detto che i fedeli comprendano subito il suo operato.

Poi per dare forza alla sua istanza fa un parallelo con la prima scissione della Chiesa operata dagli ortodossi e dice: “Un vero cattolico – ed è proprio su Pietro che si sono divise tutte le altre confessioni cristiane: protestanti, ortodossi, ecc. – pone il Successore di Pietro come tale lo ha voluto e concepito il pensiero stesso di Gesù Cristo. Colui che ha detto “prendete e mangiate questo è il mio corpo” è il medesimo che ha detto “tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”, allo stesso modo, continua Russo, il vero cattolico segue con fede le decisioni del Papa di turno.

Chiarito il dovere di un vero cattolico, la scrittrice confuta il secondo punto della sua interlocutrice, ovvero “Il dover parlare con chiarezza”, aspetto che nel caso del Papa include parlare apertamente attraverso i media. Su questo punto Russo cita dei precedenti articoli della interlocutrice fittizia (si assume dunque che parla con una giornalista) e fa notare che non si può prima denigrare i media per la scelta di temi piuttosto che di altri e poi citarli come baluardi della verità: “Adesso, questi stessi media, sarebbero improvvisamente diventati dei fedeli interpreti e limpidi portavoce del Sommo Pontefice? O forse non stanno essi (i media, e chi vi sta dietro) esplicando la loro massima potenza (sostenuti dal nemico, che sa ormai che gli rimane poco tempo a disposizione) per riuscire nell’impresa di mostrare un Papa che non è più ‘cattolico’?”.

Lo scrittore conclude con una considerazione sul parallelo, fatto da tale giornalista non nominata, tra la chiesa odierna e quella degli anni precedenti e dice di non sentire nostalgia per una Chiesa che ha osteggiato Padre Pio ed altri uomini Santi come lui, perché: ”Vivo adesso, in quella del Terzo Millennio; e sono contento che il Signore mi abbia posto in questo tempo, fra questa gente, in questo luogo. Per combattere la mia (ma soprattutto la sua) “buona battaglia”, contro il nemico di sempre, per la gloria di Dio; a pro del suo Corpo, cioè della Chiesa!”.