Come Papa Giovanni Paolo II ha trasformato la nostra storia di fede? Ne troviamo traccia nei tanti scritti che ci ha lasciato.
Il Santo Padre, Papa Giovanni Paolo II, ha parlato al cuore di tutti: dei bambini, come degli anziani; della gente comune, come dei potenti della Terra, fino a raggiungere i posti più remoti e dimenticati del pianeta. Le sue parole, ancora oggi e speriamo per i secoli a venire, fanno eco, rimbalzando tra i popoli di ogni razza, per illuminare i pensieri ancora bui della nostra storia umana.
La sua elezione a Pontefice risultò del tutto inaspettata. Chi avrebbe mai pensato che il successore di Papa Giovanni Paolo I sarebbe venuto da un Paese straniero, dalla Polonia? Eppure, la scelta del conclave cadde sul Vescovo di Cracovia che, nell’Ottobre del 1978, dovette scrivere la lettera in cui salutava la sua Patria, il suo episcopato, i suoi collaboratori più stretti, per trasferirsi in Vaticano. Ecco le parole del Santo Papa.
“Scrivendo queste parole, desidero assicurarvi del mio fedele ricordo e della preghiera costante. Desidero che accettiate, come rivolti a voi, i pensieri che ho espresso nella lettera a tutti i connazionali. Ho dovuto lasciare Cracovia la vigilia dei preparativi al grande giubileo di Santo Stanislao. Forse Dio mi permetterà di prendervi parte.
Spero che il lavoro dei sette anni in onore di Santo Stanislao, quel lavoro che abbiamo insieme iniziato nel 1972, maturi e si esprima con le decisioni del Sinodo pastorale, e con tutto ciò che tende al rinnovamento della Chiesa di Cracovia nello spirito del Vaticano II. Dio vi benedica tutti in tale opera. Benedica il nuovo metropolita di Cracovia, al quale verrà assegnata dopo di me la cattedra di Santo Stanislao, e tutto il Popolo di Dio di codesta Chiesa. Ancora una volta vi affido a Cristo attraverso le mani e il cuore della Madre di Dio. Dal Vaticano, 23 ottobre 1978″.
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Antonella Sanicanti
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