Come Papa Giovanni Paolo II ha segnato e trasformato la nostra storia di fede? Ne troviamo traccia nei tanti scritti che ci ha lasciato.
Il Santo Padre, Papa Giovanni Paolo II, ha parlato al cuore di tutti: dei bambini, come degli anziani; della gente comune, come dei potenti della Terra, fino a raggiungere i posti più remoti e dimenticati del pianeta. Le sue parole, ancora oggi e speriamo per i secoli a venire, fanno eco, rimbalzando tra i popoli di ogni razza, per illuminare i pensieri ancora bui della nostra storia umana.
I temi centrali, trattati dalla morale e dalla società, non mancarono mai nei suoi discorsi, nelle sue lettere. Papa Giovanni Paolo II fu sempre molto fermo e deciso nell’affermare i principi cristiani, in ogni circostanza. Sottolineò anche come il solo pensiero dell’eutanasia fosse, in realtà, una tentazione alla cattiveria, un’offesa imperdonabile a Dio.
La vita va rispettata, in ogni forma e fino all’ultimo respiro. Non osi uomo arrogarsi il diritto di decidere quanto essa debba terminare.
“Il concetto di eutanasia, purtroppo, è venuto perdendo, in questi anni, per molte persone, quella connotazione di orrore che naturalmente suscita negli animi sensibili al rispetto della vita. Certo, può accadere che, nei casi di malattie gravi con sofferenze insopportabili, le persone provate siano tentate di esasperazione e i loro cari, o quanti sono preposti alle loro cure, possano sentirsi, spinti da una malintesa compassione, a ritenere ragionevole la soluzione della “morte dolce” (…).
Ma ben altro è l’eutanasia, intesa come diretta provocazione della morte! Nonostante le intenzioni e le circostanze, essa resta un atto intrinsecamente cattivo, una violazione della legge divina, un’offesa alla dignità della persona umana“.
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Antonella Sanicanti
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