Giovane sacerdote perde di vista la verità, e si suicida per i sensi di colpa

Lo scorso 6 giugno si è verificato un evento significativo per la storia mediatica della Chiesa Cattolica, un’emittente televisiva affiliata al Vaticano, Tv2000, ha presentato per la prima volta in diretta televisiva due esponenti del cristianesimo LGBT. Si tratta di un’affermazione perniciosa che può indurre chi guarda un simile programma a pensare che ci sia veramente una forma di accettazione della teoria gender e dell’omosessualità all’interno della dottrina, un’affermazione che non si discosta molto dal dire che esiste un cristianesimo abortista.

Durante la trasmissione questi due soggetti, una suora spogliata ed un frate, hanno comunicato la loro idea di dottrina, sostenendo che lo stile di vita omosessuale è ammesso da Dio poiché Egli ci ama qualsiasi scelta di vita affrontiamo, l’importante è che seguiamo il messaggio di fondo. Per dare maggiore forza alla loro argomentazione i due citano il contestato ‘Amoris Laetitia’, più precisamente un passo che si trova a pagina 250 dove si legge: “Rispettoso accompagnamento, affinché coloro che manifestano la tendenza omosessuale possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita”. Il passo è sì controverso ma non da piena accettazione allo stile di vita omosessuale, bensì esorta a non ostracizzare i soggetti che hanno simili tendenze per accompagnarli attraverso un percorso spirituale che li riconduca a Dio.

Lo stesso giorno, mentre i parroci in televisione parlano di accettazione e normalizzazione dell’omosessualità contravvenendo ad una dottrina millenaria che ci informa che l’unico modo di vivere la relazione coniugale è quella tra uomo e donna, Coleen Bayer ( presidente del “Family Life International” della Nuova Zelanda) ha raccontato alcune storie su come uno stile di vita del genere all’interno degli ambienti della Chiesa abbia portato ad alcune disgrazie. La storia che più colpisce tra quelle raccontate è quella di un giovane prete anglicano che si era da poco convertito al cattolicesimo e stava seguendo un seminario a Roma, il quale in preda al senso di colpa per le sue pratiche sessuali si è tolto la vita. Il suo esempio serve a Coleen per combattere l’idea che una normalizzazione dell’omosessualità è il giusto passo verso il futuro, parlandone infatti esordisce dicendo: “Quello che ci hanno detto su Christoph Schönborn -il cardinale di Vienna che ha presentato l’esortazione apostolica-, il quale ha fatto un errore enorme parlando di ‘elementi positivi’ dell’omosessualità è spazzatura, spazzatura”.

L’affermazione della Bayer può sembrare forte, ma successivamente la sua posizione viene chiarita: “Un nostro amico prete ha perso la vita per quello che succede in camera da letto: per favore pregate per la sua anima”. Il ragazzo prima di morire le aveva raccontato quello che succedeva alla fine dei seminari, dicendole che si incontravano in una casa e “facevano ciò che fanno gli omosessuali”. Quello stile di vita lo condusse alla depressione, le orge, il sesso senza senso con gli altri parroci acuirono un senso di errore nella sua vita, il sacerdote si sentiva in colpa ed alla fine ha compiuto un gesto estremo.