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Ruba in chiesa | Sacerdote reagisce in modo del tutto inaspettato

Il giovane ruba l’elemosina da due parrocchie e viene incastrato dalle telecamere di sorveglianza. Ma accade qualcosa di veramente insolito.

Protagonista della vicenda è un giovane di 31 anni che da giorni non mangiava.

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L’intervento del sacerdote

Il ragazzo per questo motivo, decide di compiere, per due volte, il furto ai danni di due chiese: prima la chiesa di San Domenico e, poi, quella di Monte Purgatorio. Siamo in Puglia, a Martina Franca.

Le telecamere di videosorveglianza lo hanno filmato ed è stato colto sul fatto. Fermato dalla Polizia, è stato arrestato. Il parroco, Don Martino, è colui che lo ha scoperto e che ha sporto denuncia. Ma ha chiesto, poi, di poter parlare con Fereidoun, scoprendo la sua storia di fame e disagio.

Mi ha colpito molto il suo giustificarsi dicendo che dovendo scegliere, aveva preferito rubare in chiesa senza far male a nessuno, invece di rapinare una vecchietta. Vuol dire che aveva il senso della gravità di quello che stava facendo” – ha spiegato il sacerdote, in un’intervista al quotidiano Avvenire.

“L’ho ascoltato e l’ho accolto nella mia struttura”

Una storia di carità e di amore, ma anche di denuncia di un sistema dell’accoglienza che ha visto molti migranti trovarsi da un giorno all’altro per strada: “Mi ha ribadito che non lo aiutava nessuno ed io gli ho detto che non aveva mai chiesto quell’aiuto altrimenti avrebbe sicuramente ricevuto più di quegli otto euro e quarantacinque centesimi che erano nella cassetta delle offerte” – ha continuato il sacerdote.

È stato così che don Martino ha deciso di aiutarlo. Gli ha garantito un posto dove dormire, ospitandolo nella struttura che lui stesso presiede, il “Villaggio Sant’Agostino”, per dargli una possibilità di riscatto. Il sacerdote, ora, con l’aiuto della sua intera comunità, si sta prodigando per trovargli un lavoro.

Io ho il mandato di fare un progetto per far diventare un’ala di questo Villaggio, che già usiamo per i senza fissa dimora, un luogo in cui allargare l’ospitalità, che viva grazie alla Provvidenza.

Il sogno nel cassetto è che diventi un luogo di cultura della solidarietà, ispirato alla “Fratelli Tutti”. Quest’uomo aveva bisogno di un’opportunità e stiamo provando a dargliela” – conclude il sacerdote.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, Napoli: apre “Casa Accoglienza”, un aiuto ai senzatetto

Ma il ringraziamento vero arriva proprio dal giovane Fereidoun, che confidandosi con alcuni collaboratori di Don Martino, ha detto: “Benedico le telecamere, perché Dio, nonostante il mio gesto, le ha usate per aiutarmi”.

Fonte: avvenire.it

ROSALIA GIGLIANO

Rosalia Gigliano

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Rosalia Gigliano

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