Ogni giorno si rivive la storia di Caino e Abele, nel fratello che uccide il fratello

“Caino disse al fratello Abele: “Andiamo in campagna!”. Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. Allora il Signore disse a Caino: “Dov’è Abele, tuo fratello?”. Egli rispose: “Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?”. Riprese: “Che hai fatto? (…)”.

Ciò che aveva fatto Caino era deplorevole: avena ucciso il fratello, per non permettergli di avere il meritato rispetto in più, da parte del Signore.

Quello di Caino e Abele è il primo caso, nella Bibbia, di fratricidio e, siccome le Sacre Scritture rappresentano anche un viaggio perpetuo e spazio temporale, nella storia, come nell’animo umano, è l’incipit di uno dei peccati più crudeli di cui l’uomo si possa rendere protagonista.

Oggi, riconosciamo la stessa follia omicida nel caso di due fratelli, che si contendevano il controllo di una villa, ereditata dai genitori: villa Massoni.

Per questo genere di controversia, iniziata un paio di anni fa, Marco Casonato ha investito con l’auto il fratello Piero, lasciandolo a terra, privo di vita.

E’ avvenuto nel pomeriggio dell’1 Novembre scorso, a Massa Carrara, nel parco della villa, in cui anche Elisa Bonaparte aveva passeggiato.

Marco Alberto Mario Casonato, a bordo di un Fiorino, invece di uscire dal cancello, ha premuto sull’acceleratore, travolgendo il fratello Piero Alessandro.

E, i due, non sono certo uomini ignoranti o sprovveduti, tanto da non comprendere la definizione di “effimera disputa”.

Entrambi Marchesi, di alto rango, come si evince anche dai nomi, Marco è, infatti, medico psichiatra e professore universitario di criminologia in Germania ed ha 63 anni; il fratello Piero era un medico di 59 anni, che lavorava in zona.

Molti sono i testimoni, tra gli operai della villa in questione, che hanno confermato i litigi continui dei due fratelli, poiché pare che Marco avesse dato il via a dei lavori di ristrutturazione, senza considerare l’opinione di Piero.

Tutto ciò che, materialisticamente, si può considerare un’attenuante all’omicidio, come la storicità della villa risalente al seicento, gli affreschi o le statue antiche che contiene, la presenza di reperti archeologici in zona non possono essere minimamente sufficienti a giustificare quanto accaduto ai due fratelli.

“I Marchesi non litigavano mai per questioni di eredità, ma per divergenze sul futuro di Villa Massoni.”, dice uno dei testimoni.

Pare che Marco avesse intenzione di salvare la struttura, ricostruendola ad hoc, mentre Piero volesse vendere.

Tra l’altro, il primo aveva già cercato di investire il fratello, mentre Piero era stato trovato in possesso di una mitraglietta, tre pistole, un visore notturno, divise militari, 5.400 munizioni e due parrucche!

Ora è tutto finito, la loro discordia ha avuto un tragico ed annunciato epilogo, quando Marco, dopo essere passato più volte, col Fiorino, sul corpo del fratello, si è allontanato dalla villa, per fermarsi al primo McDonalds e telefonare ai Carabinieri, dicendo: “Venitemi a prendere, ho ucciso mio fratello.”.