Il giorno del Signore è vicino, annuncia Gioele il profeta

Pillola del giorno venerdì 13-10-17

Dal libro del profeta Gioèle
Gl 1,13-15; 2,1-2

Cingete il cilicio e piangete, o sacerdoti,
urlate, ministri dell’altare,
venite, vegliate vestiti di sacco,
ministri del mio Dio,
perché priva d’offerta e libagione
è la casa del vostro Dio.
Proclamate un solenne digiuno,
convocate una riunione sacra,
radunate gli anziani
e tutti gli abitanti della regione
nella casa del Signore, vostro Dio,
e gridate al Signore:
«Ahimè, quel giorno!
È infatti vicino il giorno del Signore
e viene come una devastazione dall’Onnipotente».
Suonate il corno in Sion
e date l’allarme sul mio santo monte!
Tremino tutti gli abitanti della regione
perché viene il giorno del Signore,
perché è vicino,
giorno di tenebra e di oscurità,
giorno di nube e di caligine.
Come l’aurora,
un popolo grande e forte
si spande sui monti:
come questo non ce n’è stato mai
e non ce ne sarà dopo,
per gli anni futuri, di età in età.

Ci viene proposto in questo brano l’esortazione del profeta ai sacerdoti, perché, come capi religiosi, prendano l’iniziativa di bandire un digiuno che sia espressione del dolore per la rottura del patto con Dio. E la ragione di questa richiesta è il morbo di Jahvé, il giorno del giudizio vicino.
Il giorno del Signore è il tema principale di questo libro è Gioele il profeta lo spiega. È il giorno in cui Dio visita il popolo e ne constata le colpe e quindi è il momento del castigo. Il giorno del Signore ha molti sconvolgimenti per Israele, ma il castigo ha di mira la conversione. Il giorno del Signore, annuncerà Gioele, è però anche il momento del dono dello Spirito del Signore, che rinnova l’uomo e tutto il creato. Diventa quindi il giorno della salvezza.

La Bibbia, e il Vangelo in particolare, è piena di avvertimenti sulla giustizia di Dio. Li accogli? Ci rifletti? Consideri le riparazioni ai tuoi peccati, cioè al tuo allontanarti da Dio? Comprendi e accetti che la salvezza passa attraverso il doloroso e profondo pentimento e la riparazione nel riconoscimento del proprio peccato?