Oggi, 21 novembre, si celebra la Giornata Mondiale della Pesca: la Chiesa ha chiesto il rilascio dei pescatori bloccati in Libia dallo scorso 2 settembre. Nel suo messaggio, la Chiesa ha dimostrato solidarietà nei confronti di questo settore.
Il messaggio che la Chiesa ha lanciato nei confronti della categoria dei pescatori, particolarmente colpita dai disagi degli ultimi tempi, è un messaggio di forte vicinanza, condito da un’esplicita richiesta. Infatti, come se non bastasse, ad alimentare la difficile situazione di questo settore, si aggiunge anche la triste notizia dei pescatori trattenuti in Libia da ormai diversi mesi. Nei confronti di questi ultimi, che non hanno nemmeno la possibilità di comunicare con le famiglie, la Chiesa si è espressa chiedendone il rilascio.
La pandemia in corso ha causato particolari problemi e disagi a diversi settori, commerciali e produttivi. Tra questi, il settore della pesca è uno di quelli che maggiormente soffre questa situazione. Attraverso le parole del Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, la Chiesa ha dimostrato tutta la vicinanza e la solidarietà nei confronti di questo settore. Il testo, infatti, mette in luce un dato molto importante: la pesca è un settore che offre lavoro a 59,5 milioni di persone. Tra questi, un lavoratore su due è una donna.
Dunque, la Chiesa ha messo in luce una problematica importante. La stragrande maggioranza dei pescatori di tutto il mondo è stata esclusa dalle protezioni sociali dei governi locali. Spesso, i pescatori sono stati costretti a far affidamento su organizzazioni caritatevoli o sull’assistenza della comunità locale.
Con il suo messaggio di vicinanza e solidarietà, la Chiesa ha messo in mostra, inoltre, come alcune problematiche si siano poi accentuate con l’arrivo della terribile pandemia. In particolare, i problemi divenuti ancor più gravi sono quelli legati al lavoro forzato, spesso portato a vere e proprie forme di schiavitù. Purtroppo, la via per un pieno riconoscimento dei diritti dei lavoratori di questo settore è ancora lunga. Il messaggio parla chiaro: è questo il momento di agire, non si può più attendere.
Fabio Amicosante
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