Difesa dei diritti: quando un’ideologia si trasforma in odio discriminante

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:43

“Dittatura del relativismo”, con queste parole, il Cardinal Ruini, ha definito la tendenza di trasformare la difesa dei diritti  in odio, spesso discriminatorio, verso chi non si aggrega alla massa.

Statua
Le proteste prendono di mira le statue (photo Gettyimages)

A riportaci su questi delicati temi è una recente riflessione del giornalista e saggista Antonio Socci. A volte – questa fu una drammatica affermazione del Pontefice emerito Benedetto XVI – il mondo sembra aver bisogno di un gruppo al quale “non riservare alcuna tolleranza”.

Se qualcuno, continuava il Pontefice, osa avvicinarsi a quel gruppo, perde anch’egli il diritto alla tolleranza e viene trattato con odio. La riflessione di Socci vuole partire dalle parole di Benedetto XVI, per ricollegarsi ai fatti più recenti, dove la difesa dei diritti si sta trasformando, sempre di più, in odio verso chi, esprimendo liberamente la propria opinione, si distacca da quell’ideologia.

Difesa dei diritti: l’esempio di Floyd

In tal senso è doveroso riportare l’attenzione al recente caso di George Floyd. Partendo da un presupposto constatato, ovvero che chi ha sbagliato deve rispondere delle sue azioni, ci si chiede perché si è arrivati allodio verso un’intera categoria, in questo caso l’uomo bianco? Quest’odio ha poi diramato le sue radici andando a prender di mira la religione, con le folli distruzioni delle statue di Gesù e dei Santi. Come ci ricorda Libero Quotidiano, che riprende le parole del giornalista: “Si è arrivati a considerare il bianco stesso come sinonimo di male, fino al ridicolo di mettere sotto accusa il gioco degli scacchi perché il bianco muove per primo”.

Il disegno di legge Zan

Attraversando poi la tematica, si arriva poi a un dibattito che il Senatore Quagliariello ha sostenuto col Cardinal Camillo Ruini. Parlando del Ddl Zan, Quagliariello ha detto che “Non si ha il coraggio, da parte dello stesso estensore, di ammettere ciò che quel disegno di legge contiene”, ovvero il “reato di opinione”. Sostiene infatti il Senatore che non si tratta di colpire chi fa uso di violenza, in questo caso verbale. Secondo quel disegno “determinate opinioni possono essere punite”.

L’intervento di Ruini

Il fatto che chi esprime un’opinione distaccata da quell’ideologia può essere attaccato è un fatto grave. In tal senso, è intervenuto il Cardinal Ruini. Secondo il suo pensiero, riportato da Libero, stiamo parlando di “un tipico esempio di dittatura del relativismo”. Cosa si intende? Semplice: in nome di alcune idee, si ritiene non solo di poterle affermare, ma, al tempo stesso ci si sente tutelati ad opprimere, nonché a criminalizzare, idee diverse. Questa libertà, come ha fatto notare il Senator Quagliariello, passa “sotto i raggi X del politicamente corretto”.

Il pensiero di Joseph Ratzinger

Joseph Ratzinger
Joseph Ratzinger (photo Gettyimages)

Una recente riflessione del Pontefice emerito Benedetto XVI, si concentra proprio su questa tematica. Ratzinger aveva infatti sostenuto che la vera minaccia “Risiede nella dittatura mondiale di ideologie apparentemente umanitarie”. Il problema sta nel fatto che, come Ratzinger stesso ha sostenuto, opporsi a tali ideologie, “Significa l’esclusione dal consenso fondamentale”. Si tratta di una vera e propria “scomunica sociale”. Prendendo in esempio il tema del matrimonio omosessuale, il Pontefice emerito sostiene che oggi, chi vi si oppone, viene socialmente scomunicato.

Fabio Amicosante

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