Gesù quando scaccia i mercanti dal tempio, non era accecato dall’ira

 

 

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L’ira è tradizionalmente vista come uno dei peccati capitali, ma può essere che Gesù se ne sia macchiato durante la sua esperienza sulla terra? Alcuni credono di si e giustificano questo pensiero citando l’episodio del Tempio, in effetti, come raccontato da tutti e quattro i Vangeli, Nostro Signore scaccia i mercanti dal tempio con una certa decisione, ma Don Stefano Tarocchi ci spiega che non si è trattato di un episodio d’ira.

 

Padre Tarocchi conferma che l’episodio è raccontato in tutti i Vangeli anche se in quello di Giovanni è datato all’inizio della sua attività a Gerusalemme, mentre negli altri tre l’episodio precede di poco la passione. Così nel racconto di Giovanni, Gesù: “Fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!” questo poi aggiunge: “Lo zelo per la tua casa mi divorerà!” una frase che assume senso solo dopo la resurrezione, Gesù, infatti, ai giudei che gli chiedevano un segno per quanto stava dicendo dice che in tre giorni ricostruirà il tempio distrutto, tutti pensano al tempio in cui si trovava ma dopo la resurrezione fu chiaro che si riferisse a quello del suo corpo.

 

Nei Vangeli sinottici, come prima anticipato, l’episodio viene posto nei giorni precedenti la passione: “Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni? Voi invece ne avete fatto un covo di ladri”, così in Marco, Matteo e Luca.

 

Questo gesto arrivò ai sacerdoti che chiesero a Gesù spiegazioni di quanto stava facendo, ma lui fece capire loro che non doveva dare spiegazioni a nessuno di quanto fatto. Gesù liberò semplicemente il tempio da coloro che non erano degni di abitarlo (pagani e non credenti) e di fatto lo ha purificato perché fosse di nuovo un luogo degno per il culto di Dio. Per questo motivo, piega Padre Tarocchi: “Non dobbiamo vedere nel gesto di Gesù un’azione provocata dalla rabbia, né tanto meno dall’ira – nell’Antico Testamento anzi, Dio è descritto come colui che è «lento all’ira»! –  , ma il gesto del profeta inviato dal Signore per ristabilire la sacralità del luogo dove Dio ha posto la sua dimora: «mi divora lo zelo per la tua casa, gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me (Salmo 69,10) “.

 

Come potete vedere in quel gesto, sebbene brusco, non risiedeva ne rabbia ne ira bensì desiderio di giustizia per il luogo più sacro di tutti che a causa della dissolutezza dei tempi era stato trasformato in un covo di ladri e di impuri.