Genitori gay: CitizenGo denuncia i Sindaci dei comuni coinvolti

Genitori gay: CitizenGo denuncia i Sindaci
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Al comune di Roma, anche la CitizenGo ha presentato degli esposti, ben 5, contro i Sindaci che, in diverse città italiane, “stanno (vergognosamente) iscrivendo, nelle anagrafi dei loro Comuni, figli di due madri e due padri”.

In effetti, si tratta di iniziative illegali, oltre che “vergognose”, che non sono assolutamente permesse dalla nostra legge, dunque, la denuncia è più che lecita.
Ricordiamo che la CitizenGo è una Fondazione di ispirazione cristiana, che si occupa, a più livelli, di sostenere e difendere la dignità umana. Sulla loro pagina Web, si possono trovare tutte le petizione del caso.
In merito alla situazione su descritta, la Procura di Roma ha dovuto accogliere le proteste, che stanno giungendo da più parti, e ha chiesto al Tribunale di annullare quegli atti anagrafici.

Ci si riferisce, in particolar modo, all’ abuso di potere, un uso errato delle nostre leggi e una distorsione della Costituzione italiana, attuato, in primis, dal Sindaco di Torino, Chiara Appendino, e dal Sindaco di Roma, Virginia Raggi. Ma, nella questione, sembrano essere coinvolte anche altre città, come Milano, Bologna, Firenze, Pesaro.

In nome del rispetto per la famiglia tradizionale, in nome dei diritti dei minori (che devono essere tutelati, garantendo loro un nucleo familiare adeguato e una crescita sana), ma anche in nome della legge Cirinnà del 2016 sulle unioni civili (che non contempla la possibilità di adottare o di dichiararsi genitori naturali, di bambini prelevati all’estero, per coppie omosessuali), gli esposti chiedono esplicitamente, oltre a procedere all’annullamento degli atti anagrafici illegittimi, di indagare sui Sindaci che li hanno permessi e che potrebbero essere accusati, senza mezzi termini, di falso ideologico e di alterazione di stato.

Noi auspichiamo che queste iniziative e queste proteste trovino terreno fertile nelle coscienze dei giudici, che comprendano quale sia la priorità, ossia proteggere i bambini coinvolti e non appagare il desiderio genitoriale di chi non intende procreare.

Antonella Sanicanti