Gay Pride, scandalo: giornalista e monsignore all’evento del deputato Zan

Tra gli interventi al Gay Pride di Padova ci sarà anche il giornalista del quotidiano dei vescovi Avvenire Luciano Moia. Una presenza malvista da alcuni.

lgbt

Il giornalista parteciperà a un incontro su “Chiesa e omosessualità”. Come spiegano alcun blog e quotidiani online, Moia “da anni si batte per promuovere la causa gay all’interno della Chiesa”. Il dialogo avverrà con monsignor Giampaolo Dianin, rettore del seminario di Padova.

Scandalo a Padova: il vescovo e il giornalista di Avvenire al Gay pride

In questo modo la più grande manifestazione nazionale italiana del mondo lgbt avrà, tra i suoi partecipanti, presenze istituzionali della Chiesa cattolica. In quello che il blog definisce “un nuovo importante passo nell’avanzamento dell’agenda gay all’interno della Chiesa“. La Cei, e i vescovi italiani nel loro insieme, non si sono pronunciati su un incontro che in realtà potrà suscitare molti dubbi e perplessità, specialmente da parte dei cattolici, che non vedono perché si debba sponsorizzare un mondo, quello lgbt, che con la Chiesa ha ben poco da spartire.

Il giornale online La Nuova Bussola Quotidiana ha pubblicato un duro attacco relativamente a questo insolito evento, destinato a fare discutere. Da tempo infatti nella Chiesa, più o meno sottotraccia, rifacendosi a personaggi di altri paesi, come ad esempio il gesuita americano James Martin, ci si prova ad avvicinare al mondo lgbt. Un po’ in sordina, e sottotraccia. Tuttavia, questo sembra essere uno dei punti di approdo: un monsignore che partecipa al gaypride.

Il giornalista Luciano Moia – photo web source

Uno sdoganamento dell’omosessualità nella Chiesa?

Un vero e proprio sdoganamento dell’omosessualità, in piena regola. Siamo sicuri di procedere dalla parte giusta? Molti cattolici se lo chiedono, e la risposta è delle più negative. Se la Chiesa punta a compromettersi e confondersi con il mondo, rischia di finire dissolta nelle paludi dello stesso mondo.

Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia“, dice invece il Vangelo di Giovanni (15, 19). L’incontro è previsto per l’11 settembre a Padova, giorno di chiusura della manifestazione Padova Pride Village. Evento, udite udite, che ha un fondatore e grande regista ben preciso.

Il giornalista che spinge sul rapporto tra Chiesa e omosessualità

Si tratta di Alessandro Zan. Esatto, proprio lui, il deputato del Partito democratico che punta ad approvare la terribile legge “contro l’omofobia” che in realtà punta a mettere il bavaglio ai cattolici limitandone non solo la libertà di espressione, ma anche la stessa libertà religiosa. Ad esempio, di leggere in pubblica piazza, e forse persino dentro la Chiesa, le Lettere di San Paolo in cui si condanna apertamente l’omosessualità.

Il deputato del Pd Alessandro Zan – photo web source

Il giornalista Moia ha appena pubblicato un libro intitolato “Chiesa e omosessualità”. Che sarà anche il tema del dibattito con il monsignore. In questo modo, tra il grande Gay Pride di Padova e i vescovi italiani si punta a sancire una vera e propria “alleanza”, o se non altro il riconoscimento di un amicizia, che chissà dove potrà portare.

Il promotore dell’evento è il deputato Zan, fautore dell’omonimo Ddl

Lo stesso Zan, non a caso, negli scorsi mesi ha ricevuto il grande privilegio di discutere proprio sulle colonne di Avvenire della legge che punta a fare approvare dal parlamento italiano. Proprio il giorno dopo, tra l’altro, della dura nota della Cei sul Ddl in questione.

“Intervista “in ginocchio”, tesa a rassicurare la CEI, ovviamente firmata da Moia”, afferma il direttore del quotidiano online lanuovabq.it Cascioli. “Uno scambio di cortesie che loro chiamano “dialogo”, ma che l’allora cardinale Ratzinger nel lontano 1986, da prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, descrisse in un modo ben diverso”, spiega Cascioli, citando le parole di Ratinzger all’interno della sua “Nota sulla cura delle persone omosessuali”.

Monsignor Giampaolo Dianin, rettore del seminario di Padova – foto web source

Le dure parole di Ratzinger: aborto e matrimoni gay segni dell’Anticristo

“Un numero sempre più vasto di persone, anche all’interno della Chiesa, esercitano una fortissima pressione per portarla ad accettare la condizione omosessuale, come se non fosse disordinata, e a legittimare gli atti omosessuali. Quelli che, all’interno della comunità di fede, spingono in questa direzione, hanno sovente stretti legami con coloro che agiscono al di fuori di essa. Ora questi gruppi esterni sono mossi da una visione opposta alla verità sulla persona umana, che ci è stata pienamente rivelata nel mistero di Cristo”.

Parole confermate dal Papa emerito anche di recente, nell’anticipazione del suo nuovo libro diffusa dal sito americano LifeSiteNews, in cui Ratzinger afferma che “nozze gay e aborto segni dell’Anticristo”. “La società moderna è nel mezzo della formulazione di un credo anticristiano e se uno si oppone viene punito dalla società con la scomunica”, ha affermato nel testo Ratzinger. “La paura di questo potere spirituale dell’Anticristo è più che naturale e ha bisogno dell’aiuto delle preghiere da parte della Chiesa universale per resistere”.

Il vescovo al gay pride: un “nuovo passo della marcia catto-gay”?

“Registriamo dunque questo nuovo passo nella trionfale marcia catto-gay, in attesa dei prossimi, e registriamo ancora una volta il silenzio dei vescovi davanti a questa deriva che stravolge il magistero e punta esplicitamente a cambiare la dottrina della Chiesa in materia di sessualità e morale”, commenta Cascioli.

Preghiamo per la Chiesa, affinché questo tipo di derive non possano mai prendere piedi, e si resti legati con tutto sé stessi alla Verità insita nella natura umana e nella Parola di Cristo e del Vangelo.

Giovanni Bernardi

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