Da Roma arriva il semaforo verde per Fulton Sheen. Può procedere verso la beatificazione la causa del grande evangelizzatore americano del XX secolo, maestro nell’uso dei mass media.

Fulton Sheen sarà presto Beato. In molti speravano che con l’ascesa al soglio pontificio di Leone XIV, primo papa americano della storia, si sbloccasse la causa di beatificazione del vescovo considerato uno dei pionieri della moderna comunicazione religiosa, ancora ineguagliato per la sua capacità di tenere incollati milioni di spettatori al piccolo schermo.
Così è stato. La Santa Sede ha comunicato ufficialmente al vescovo Louis Tylka che la causa del Venerabile Servo di Dio Fulton J. Sheen può procedere verso la beatificazione. A rendere noto l’arrivo del placet vaticano è stata la Diocesi di Peoria, che adesso lavorerà insieme al Dicastero per le Cause dei Santi per definire data e modalità della cerimonia.
«Il prossimo passo del processo è la celebrazione della beatificazione, nella quale Fulton Sheen sarà dichiarato Beato», ha dichiarato Monsignor Tylka, sottolineando come l’arcivescovo nato nel 1905 a El Paso (Illinois) ) in una famiglia di origini irlandesi sia stato «una delle più grandi voci dell’evangelizzazione nella Chiesa e nel mondo nel XX secolo».
Fulton Sheen verso gli altari: il vescovo devoto alla Madonna e evangelizzatore dei mass media
La sua forza, per il vescovo di Peoria – dove Sheen fu ordinato sacerdote nel 1919 -, stava nella capacità di comunicare il Vangelo in maniera autentica e diretta. Fu così che riuscì a portare «innumerevoli anime a un incontro con Gesù». Si parla di circa 52 mila conversioni avvenute grazie all’incontro con il vescovo che si considerò sempre un semplice «portiere che apre la porta».
«È il Signore che entra e fa il lavoro di falegname, muratore e ristrutturazione all’interno», aggiungeva Fulton Sheen che una volta, sentendosi chiedere da papa Pio XII quanti convertiti avesse fatto nella sua vita, aveva risposto in questa maniera: «Sua Santità, non li ho mai contati. Ho sempre paura che se li contassi, potrei pensare di averli fatti io, invece che il Signore».

Alcune conversioni furono particolarmente eclatanti. Come quella della spia comunista Bella Dodd e della deputata Clare Boothe Luce, poi ambasciatrice in Italia. La Chiesa insomma si appresta a beatificare questo “portiere di successo” devotissimo alla Vergine Maria (lui amava definirla «la donna che amo») che per tutti i settant’anni della sua lunga vita sacerdotale non perse giorno senza passare un’ora santa davanti al Santissimo Sacramento.
L’impegno missionario fu un altro dei pilastri esistenziali del sacerdote diventato vescovo ausiliare di New York nel 1951 e poi vescovo di Rochester. Fulton Sheen è noto soprattutto per la sua pionieristica opera di evangelizzazione attraverso i mass media – radio e televisione – dove mostrò di sapere parlare a tutti, anche ai lontani dalla fede cattolica.
Per sei anni, tra il 1951 e il 1957, Sheen spopolò in tv con il suo programma Life Is Worth Living (“La vita è degna di essere vissuta”) seguito ogni settimana, secondo le stime, da circa 30 milioni di persone. Fulton Sheen era tutto fuorché un improvvisato. Padroneggiava alla perfezione i ritmi televisivi e dedicava circa trenta ore alla preparazione di mezz’ora di programma, dove parlava rigorosamente a braccio.
Il resto lo facevano la sua personalità magnetica, le movenze quasi attoriali che ricordavano molto gli interpreti cinematografici dell’epoca. Il tutto senza minimamente edulcorare l’insegnamento della Chiesa per renderlo più “appetibile”. «Era avanti rispetto al suo tempo», ha ricordato il vescovo Tylka, sottolineando il pionierismo profetico di Sheen nell’intuire per primo le enormi potenzialità dei media.
Lo straordinario miracolo del bambino nato morto che ha ripreso a vivere
L’apertura della causa di canonizzazione risale al 2002. Benedetto XVI lo dichiarò Venerabile nel 2012. Nel 2014 fu riconosciuto il miracolo – di proporzioni bibliche – attribuito all’intercessione di Fulton Sheen. Si tratta dell’inspiegabile guarigione nel 2010 del piccolo James Fulton Engstrom, dato per spacciato dai medici alla nascita per essere rimasto senza polso e apporto di ossigeno al cervello per ben sessantuno minuti.

Il percorso verso la gloria degli altari tuttavia non è stato lineare, a partire dalla lunga controversia diocesana tra New York e Peoria per le spoglie mortali di Sheen, risolta soltanto nel 2019 con il trasferimento dei resti nella cattedrale di St. Mary a Peoria. Successive richieste di approfondimento hanno portato a rinvii e sospensioni, compreso lo slittamento della cerimonia di beatificazione inizialmente fissata a dicembre 2019.
Dalle autorità ecclesiastiche è arrivato il chiarimento definitivo. Fulton Sheen «è stato un modello esemplare di condotta cristiana e di leadership nella Chiesa». Esclusa dunque qualunque ombra sulla vita e sul ministero del vescovo nato al cielo il 9 dicembre 1979. Sheen fu eccezionalmente prolifico anche dal punto di vista della produzione libraria con 65 opere scritte.
Tra i libri scritti da Sheen si contano autentici capolavori di intelligenza e spiritualità. Basta pensare a titoli come La vita di Gesù, Il sacerdote non si appartiene, In tre per sposarsi, La pace dell’anima. A maggio 2025 monsignor Tylka aveva ribadito la sua intenzione di promuovere con determinazione la causa di Sheen presso papa Leone XIV. Adesso, dopo il via libera della Santa Sede, la beatificazione appare finalmente imminente.







