Il Friuli Venezia Giulia è una regione che si oppone fortemente all’ascesa del Gay Pride, alla sua diffusione in ogni provincia.
“Il Friuli Venezia Giulia tutela e difende la famiglia naturale a mai darà il patrocinio ai vari gay pride: diamo il patrocino al family day”.
Sono queste le parole di Massimiliano Fedriga, Presidente del Friuli Venezia Giulia, che esprime la sua solidarietà al Ministro per la famiglia, Lorenzo Fontana, contrastato, in particolare, dal sottosegretario del Movimento 5 Stelle, Vincenzo Spadafora, sul tema tanto discusso -davvero troppo- dei diritti e delle pretese delle lobby Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender).
Le parole del leghista sono molto chiare e ci trovano d’accordo, poiché le manifestazione del Gay Pride sembrano, davvero, delle carnevalate a luci rosse, che non portano nulla di sano o di buono al progresso morale della nostra società.
Anche i politici, dunque, sono divisi, tra coloro che vorrebbero portare avanti la cultura gender e coloro che, invece, scelgono di difendere la famiglia tradizionale, tanto bistrattata in questo periodo storico.
Vincenzo Spadafora, invece, ha anche partecipato al Gay Pride di Pompei, dello scorso 30 Giugno, che ha sfilato proprio davanti al Santuario della Beata Vergine del Rosario, quasi a fare un affronto alla donna-madre per eccellenza.
E’ lampante che questo atteggiamento non porterà nulla si buono al nostro modo di concepire e tutelare il diritto a vivere in un ambiente privo di disordine affettivo e diretto alla comprensione reciproca.
Antonella Sanicanti
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