Festeggiare l’addio al celibato è diventata una trappola per distruggere i matrimoni prima di celebrarli

Una moda venuta dagli Stati Uniti e che sembrava una gran genialata: l’addio al celibato. All’inizio si trattava solo per l’uomo di un saluto ai suoi amici, perché sposandosi non avrebbero più potuto essere disponibile a qualsiasi cosa o “mattata” come prima. Poi, sempre con le idee geniali dei meno furbi (!), qualcuno ha incominciato a proporre le serate con le ragazze che facevano strip-tease… Da lì, il passaggio alle vere e proprie orgie, e cose simili, è stata facilissimo. Non solo, ma il femminismo ha alzato la voce, non per protestare di come si inficiasse in questo modo il matrimonio che si stava per celebrare, ma per pretendere di voler fare la stessa cosa. Anche qui tutto è iniziato abbastanza semplicemente; così tra amiche una cena e qualche pettegolezzo e qualche chiacchiera “consigliera”… Poi, c’era chi si annoiava e soprattutto chi voleva pareggiare con i maschi e così hanno iniziato ad andare di moda i locali di strip-tease, lap-dance per donne, dove gli uomini si mostrano in tutti i modi possibili… e anche qui il passo alla notte travolgente con un estraneo o al giochino dell’orgia è stato facile e apparentemente innocuo

Come ci si può preparare ad amare una persona per tutta la vita, alla presenza di Dio, in ricchezza e povertà, nella gioia e nel dolore, se la promessa di matrimonio può essere – interrotta dicono loro! – spezzata volgarmente in questo modo? Come ci si può offrire l’uno all’altra dopo essersi insudiciati nel modo più becero, dimostrando di disprezzare sé e la persona che si dice di amare?

Alcuni di questi protagonisti di serate di addio al celibato hanno confessato di aver vissuto tutta la cerimonia del matrimonio con solamente le immagini di quella notte in mente. Altri si sono vergognati in maniera così profonda – senza ammetterlo – da compromettere il loro rapporto fin dal primo giorno, dalla prima notte assieme.

Nessuna di queste persone ha osato andare a confessarsi prima della cerimonia di matrimonio. Nessuna che si sappia. A molti di loro ha scavato il cervello e il cuore l’idea di dover ripetere quelle cose con la moglie o col marito, finendo per non riuscire mai ad avere un rapporto di amore vero né nella quotidianità, né nell’espressione dell’unione dei loro corpi. Così hanno impedito che si realizzasse ciò che Dio ha voluto fin dalla creazione: che fossero una cosa sola.

Perché l’armonia, la pace, l’amore vero e la sua espressione nascono dall’unione e non dalla divisione, dei cuori certamente, ma anche dei corpi e fino all’anima. Il danno? Pensare che tutto è lecito, che tutto è innocente. Ecco l’astuzia del demonio! Così svuota di significato il matrimonio, prima ancora che possa riempirsi e saldarsi, in Cristo e con l’aiuto di Maria.

Credetemi, non sono parole da bigotti! Non sono espressioni di chi è invasato… sono realtà che molti, per grazia di Dio, hanno provato, vissuto e ne possono testimoniare. Già, e come? Com’è possibile? Com’è realizzabile?

Udite udite! Con la castità. La castità? Ma dai! Roba da vecchi antiquati! Ma fammi ridere! Dai, non siamo mica monaci! Ci sposiamo! Già, appunto, vi sposate. E ve lo spiego, come lo spiega la Chiesa.

La castità è una virtù. La castità ha un valore propedeutico necessario per la comprensione dell’amore vero. Proprio per questo ci viene prontamente suggerita dal Magistero della Chiesa. La castità è quell’energia spirituale che libera l’amore dall’egoismo. Il sesso svincolato da un contesto di donazione totale e completa di sé all’altro diviene un animalesco esercizio fisico, mosso da pulsioni egoistiche, che conduce ad una reificazione del proprio partner. La castità prematrimoniale, che implica per i fidanzati la continenza fino al matrimonio, è una virtù che eleva l’uomo; viene suggerita, non per mortificare la coppia, ma perché fa bene e promuove la comprensione dell’immenso valore del matrimonio.

La castità esige un continuo sforzo ma, grazie al suo benefico influsso, i fidanzati sviluppano integralmente la loro personalità, arricchendosi di valori spirituali: essa apporta alla vita di coppia i beni della serenità e della pace ed agevola la soluzione degli altri problemi; favorisce l’attenzione verso l’altro, aiuta gli amanti a bandire l’egoismo, nemico del vero amore, e approfondisce il loro senso di responsabilità nel compimento dei doveri reciproci. La castità è, in definitiva, la chiave di volta di un amore vero; e poiché l’amore vero risponde intimamente alle esigenze del cuore umano, la castità stessa è un bisogno intimo ed insopprimibile dell’uomo.

Giovanni Paolo II ha sviluppato un capolavoro teologico proprio sulla teologia del corpo. Un gioiello che fa comprendere la bellezza e la completezza di essere stati creati uomini, ossia esseri umani, spirito e anima incarnati.

Qui vi proponiamo un video molto bello ed istruttivo – oltre che simpatico – sulla castità soprattutto per i giovani.

E questo sulla teologia del corpo per tutti…