Femminista inscena l’aborto della Madonna, questo gesto suscita dolore e indignazione

Lo scorso 8 marzo, Festa della Donna, a Tucuman (Argentina) un gruppo di femministe ha inscenato una protesta di rivendicazione del diritto di abortire. Durante la manifestazione una delle protestanti ha inscenato l’aborto della Madonna (con tanto di vernice rossa a simulare il sangue) suscitando clamore ed indignazione in tutto il paese sud americano.

A giorni di distanza, dopo attenta riflessione, il sacerdote Leandro Bonnin ha scritto una lettera rivolta alla femminista, la psicologa Marina Breslin, dove esprime tutto il suo dolore e la sua indignazione per quanto fatto dalla donna, ma dove alla fine offre alla stessa una possibilità di redenzione qualora capisse il suo enorme errore.

La lettera comincia con questa frase: “Per me non è facile scriverti. Un misto di indignazione e tristezza invade la mia anima, come quella di centinaia di migliaia e forse di milioni di argentini “. La sua non è rabbia ma tristezza per un mondo in cui la fede ha perso il suo posto ed ha lasciato spazio alla blasfemia, ma sopratutto per una mancanza di rispetto nei confronti di chi in quella figura ed in quella storia ripone tutta la sua vita.

Secondo il sacerdote la manifestazione dell’8 marzo è la dimostrazione inconfutabile che dietro al secolarismo c’è la mano del demonio: “Per la sua malizia, la sua perversità e soprattutto per l’odio nei confronti di Maria”. Ma quello che maggiormente tormenta il sacerdote di Entre Rios e che questa donna non solo si è permessa di dileggiare la Madre di Dio e quella di tutti noi, ma anche quella che si può considerare la prima donna ad avere un ruolo importante nella società che, in quanto tale, dovrebbe essere simbolo della lotta femminista e non vittima di derisione: “E paradossalmente, questa Donna che hai deriso è, come donna e come Madre, la più splendida e vera rivendicazione della figura femminile”.

Il sacerdote continua la sua invettiva spiegando a questa donna come il ruolo della Madonna nella storia sia stato fondamentale per la storia dell’umanità, d’altronde, anche tralasciando l’aspetto dottrinale, la religione cattolica con il suo concetto di “Rispetto per i diritti umani” anticipa non solo le moderne costituzioni, ma anche le recenti rivendicazioni di diritto delle donne. Inoltre, aspetto non secondario, richiedere un diritto ledendone un altro non è solo blasfemia (dato che si tratta di offese alla religione) ma anche un crimine punibile per legge.

Partendo da questa considerazione Don Bonnin chiede che: “Smettano di esistere la demenza e l’anarchia che offendono i cattolici” e continua con una richiesta ai fedeli: ”Eleviamo una preghiera per te e per tutte le donne che, come te, non riescono a comprendere, il Bambino che hai osato immaginare non nato ci ha insegnato ad amare i nostri nemici e a pregare per chi ci perseguita”. Poi conclude con un ramoscello d’ulivo per la donna a cui dice che nel momento in cui si renderà conto dei suoi peccati, lui in quanto vicario di Cristo in terra è pronto ad accoglierla e concederle il perdono.