Il paesaggio ricoperto dalla neve, anche se mostra solo tetti e terrazze, è uno spettacolo fantastico.
Il cielo bianco, in cui tutto si disperde, sempre averci trasportato più su, a qualche centinaio di chilometri dalla terra ferma, verso il cielo e l’Altissimo.
Un’atmosfera placida e favorevole per pregare, questa, ma senza dimenticare chi, nella neve e nel freddo, passa anche la nottata.
Molti senzatetto hanno bisogno di aiuto in queste ore, per non soccombere o morire assiderati.
Così, a Roma, le stazioni metro e ferroviarie sono state aperte ai clochards: Vittorio Emanuele e Flaminio (Linea A), Piramide (Linea B), stazione Stella Polare (Ferrovia Roma Lido).
“Il dispositivo messo in campo, tra ieri e oggi, garantisce 400 posti aggiuntivi, per l’accoglienza delle persone senza dimora e in condizione di fragilità. Si tratta di interventi predisposti per fronteggiare eventuali criticità climatiche e che si sommano al sistema ordinario attivo tutto l’anno (oltre mille posti al giorno) e al Piano Freddo avviato il 1 dicembre (381 posti notturni e 246 diurni). (…) I Municipi stanno fornendo un apporto enorme, mettendo a sistema lo sforzo di tutti. I numeri per l’accoglienza sono in costante crescita, con una sorta di gara della solidarietà, che sta facendo emergere il volto migliore della città”, dice l’Assessore alla Persona, Scuola e Comunità Solidale, Laura Baldassarre.
Ma, siccome il freddo sta attraversando in lungo e in largo la nostra penisola, da nord a sud, da est ad ovest, sono tante le città che hanno attivato soccorsi opportuni, ma soprattutto solidali.
Sono i “Piani freddo”, creati per l’assistenza alle persone che vivono in strada, che chiedono a tutti gli altri di collaborare, di segnalare le problematiche.
La Caritas fa sapere che dovrebbero essere circa 16.000 i senzatetto da raggiungere.
Da Milano, si comunica il numero dei posti a disposizione: “fino ad arrivare a circa 2.700 posti letto a disposizione, per l’intera settimana in cui prevista l’ondata di gelo”.
Ci sono molti gruppi, molte squadre mobili che, ora dopo ora, si riversano in strada per donare coperte, bevande calde e dare indicazioni su dove trovare la sistemazione per la notte.
In Campania, in città come Salerno e Napoli (per citarne due), si sono avviati i soccorsi e aperte le stazioni.
Intanto, la Comunità di Sant’Egidio, si occupa della raccolta di coperte, cappelli di lana, sacchi a pelo, thermos e generi alimentari.
La Protezione Civile e le Unità di Strada, la Caritas, la Croce Rossa e tante altre istituzioni sono composte da uomini e donne che stanno facendo il possibile per salvare le vite dei clochards. Lo fanno tutto l’anno, ma in questi giorni in particolare.
A loro va in nostro infinito “grazie” e il nostro sostegno (anche materiale, se possibile), nonché le nostre preghiere, perché tutto si risolva per il meglio.
Antonella Sanicanti
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