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Opinioni e Approfondimenti

L’Europa ha radici forti, sono cristiane e non possiamo rinnegarle

Troppo spesso si tende a “dimenticare” che l’Europa ha solide radici cristiane: la storia del culto mariano nell’Europa medievale ne è la prova.

Vergine di Vladimir (photo websource)

Lo diceva, non troppi anni fa, uno degli storici più influenti dello scorso secolo, Jacques Le Goff: l’Europa fonda le sue salde e solide radici sul cristianesimo. Questo concetto, così importante, sarebbe illecito da dimenticare, seppur la tendenza sia quella di volerlo a tutti i costi negare.

Le radici cristiane dell’Europa sono testimoniate da una miriade di testimonianze, siano esse scritte, orali o rappresentate da fonti materiali di tipo archeologico. Le testimonianze di cui oggi si vuol parlare sono rappresentate da un forte legame tra il popolo dell’Est Europa e il culto della Vergine Maria, testimoniato almeno dal IX secolo.

Si tratta, come vuol precisare anche Aci Stampa, di un forte legame che non si è mai interrotto. Si pensi semplicemente al fatto che quest’anno ricorre, in Russia, l’anno di Maria Madre della Parola di Dio. Tra le manifestazioni più importanti non può non essere menzionata la costruzione della Chiesa Desityna (Decima, perché costruita con i proventi delle tasse) dedicata alla Vergine Maria.

Da Kiev a Mosca: le radici cristiane dell’Europa

La nascita di nuovi centri di culto dedicati alla Vergine, risalgono a un secolo dopo. Lo spostamento della popolazione da Kiev a Mosca, porta con sé l’affetto della gente verso Maria, Madre di Dio. In questo contesto nacquero diversi centri d’influenza, come Szdal e Vladimir. Proprio in questi ultimi sorsero le Cattedrali dedicate all’Assunta. Ed è impossibile non menzionare la grande attività del gran principe Andrej Jur’evič Bogoljubskij (1111 – 1174), il quale introdusse la “festa della Protezione della Madre di Dio”.

Il lavoro degli architetti italiani

A cavallo tra il XV e il XVI secolo ci fu una grande collaborazione tra due territori che già in tempi remoti si fecero capisaldi dell’intensa attività cristiana. La Russia collaborò con i grandi architetti italiani. Il riferimento è ai grandi professionisti del settore, come il fiorentino Aristotele Fioravanti. Questi architetti contribuirono all’abbellimento della capitale Mosca. Molte icone bizantine furono portate nel territorio. Dopo la Madonna della Tenerezza di Vladimir, arrivò l’icona di Kazan, quella di Smolensk e quella di Don.

Il sacrilegio dei tempi moderni

La vita dei cristiani di quel territorio non è mai stata, certamente, una vita facile. Troppi sacrilegi furono compiuti in quelle zone. Basti pensare alla storia più recente, come le invasioni di inizio Ottocento, che rappresentarono una vera e propria “profanazione” della terra russa, con conseguente attacco alla sua “Celeste Madre”, la Vergine.

Icona di Kazan (photo websource)

Anche agli inizi del Novecento ci furono sicuramente tentativi di eliminazione di quelle radici cristiane così salde e ancorate al territorio. La Rivoluzione Russa avvenne infatti pochi mesi dopo le apparizioni di Fatima, nel 1917. Il Santuario della Vergine di San Pietroburgo venne infatti trasformato in un “Museo dell’ateismo”.

Fabio Amicosante

 

 

 

 

 

Fabio Amicosante

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