Ero una strega e distruggevo le persone, ma Gesù mi ha liberata.

Ero una strega e facevo il male
Magia

Satanismo, grido d’allarme

Giancarlo Padula, giornalista e scrittore è l’autore del libro “I segreti della Passione di Cristo”, è un esperto della grave tematica legata all’occultismo e alla magia (avendo pubblicato diversi libri nel merito mentre ne annuncia altri due prossimi), lancia un grido d’allarme.

In Italia 12 milioni di persone di ogni età, frequentano gli occultisti che come referente hanno lo stesso satana di cui tanto si parla in questi giorni, come la scoperta dell’acqua calda e che svolgono riti satanici di vario tipo e gravità. Chi si rivolge ai maghi entra nella sfera del satanismo perché essi sono guidati dal padre della menzogna e di ogni omicidio. Gesù Cristo dice chiaramente che il diavolo è omicida fin dal principio (Vangelo di Giovanni, capitolo 8, versetto 44), la Parola di Dio vieta in 150 passi dall’Antico al Nuovo Testamento.

Per quanto riguarda il satanismo ecco la testimonianza di una satanista pentita:

«…..Mi hanno dato un vestito nero e hanno acceso delle candele rosse e nere, hanno spento le luci», si legge tra l’altro nella lunghissima testimonianza di Vilma Laudelino De Souze, brasiliana, ex strega nera, convertita a Cristo, ora evangelica, «una donna è entrata, tante persone erano là con la faccia per terra e iniziano a evocare, a fare un rituale strano con un crocifisso capovolto. Ho ascoltato qualcuno che ascoltava fuori, e ho visto un uomo che entrava materializzato. Un uomo che non aveva né la coda, non aveva neanche le corna. Era un uomo bello, ma nel [la registrazione si interrompe per un attimo] una persona non può immaginare. Questo uomo si è avvicinato e mi ha guardato e io l’ho riconosciuto: era quell’uomo che quando ero piccola mi picchiava ed era entrato nella mia camera. Era quell’uomo che era entrato dentro il mio corpo quando ero piccola. Lui passa e entra in quella camera. Ho iniziato a sentire qualcuno che rideva, e esce una donna vestita di nero con una corona, con un pugnale in una mano. E là in quel luogo c’era Lucifero, il principe dei demoni, che mi ha guardata e mi ha detto, “Tu!”. Io ero spaventata. Ha detto, “Io ti sto aspettando qua dal giorno in cui sei nata”. Quell’idea non mi è piaciuta, ma da quel momento mi invitano a fare un patto eterno di sangue.

Questo patto è “privilegio” di pochi, dicono loro. Ma intanto, è relativamente comune tra quelli che hanno il successo artistico, culturale, politico e imprenditoriale. E secondo l’invito di quel principato mi ha fatto la più grande autorità di magia nera in Brasile. Un’autorità alla quale nessuno riesce a dire di no.
Lui stava aspettando e mi stava preparando per quell’incontro. Ho iniziato a lavorare con Lucifero, il principe dei demoni. Ho conosciuto come uccidere una persona senza muovere le mani. Io potevo distruggere un uomo, potevo farlo morire; potevo farlo diventare omosessuale, potevo distruggere anche una famiglia, anche le persone che erano buone. Io conoscevo il potenziale dei demoni, potevo distruggere qualsiasi cosa. Ma una notte, dopo aver praticato la magia nera per molto tempo… non pensate che magia nera è una cosa per le persone semplici che non sanno né leggere né scrivere, è pieno di gente con un alto rango, con la migliore classe politica, in tutti i posti, persone che hanno anche molti soldi… queste persone cercano delle risposte, gloria, potere e fama. Cercano questa gloria che il mondo offre, proprio ai piedi dei principi dell’inferno…. io allora ho pensato, “Io imparerò e distruggerò i credenti”. Non ho mai immaginato però che il fondatore della Chiesa dei credenti, che l’autore e compitore della fede dei credenti aveva già dichiarato duemila anni fa che le porte dell’inferno non avrebbero prevalso contro la sua Chiesa. Alleluia, Cristo è la verità. Non c’è Dio come il Dio dei credenti. Io non ho imparato questo a un culto evangelico, ho imparato questo nella magia nera. Quando quella donna inizia a menzionare il nome di Gesù, questo demone, Lucifero, va dietro di me e dice, “Basta!” Dice, “Io non posso toccare quegli evangelici. Loro hanno uno Spirito contro il quale io non ho potere”. Dentro quella sessione di magia io mi sono domandata, “Chi sarà il Dio di questi evangelici? Chi sarà lo Spirito che hanno gli evangelici?”. Ma io non sapevo, e per questo ho immaginato che loro erano i peggiori fattucchieri. Io potevo uccidere una persona entro ventiquattro ore volendo, però non potevo toccare gli evangelici.

Dopo che ho conosciuto la verità, dopo che gli occhi della mia mente si sono aperti, io ho scoperto il segreto dei credenti. Ho scoperto perché tutto l’inferno insieme non può nemmeno contro un credente. Sapete cos’è? E’ perché ogni vero credente ha nelle porte della propria anima il marchio del sangue di Gesù, il nome scritto nei cieli, ha una sicurezza come nessuna autorità in questo mondo può avere, ha un angelo di Dio accampato attorno a sé, una promessa, come nel vangelo di Matteo il Signore dice, “Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine dei tempi”. Non è senza ragione che l’apostolo Paolo nel suo canto di vittoria nel capitolo 8 di Romani dice, “Se Dio è per noi chi sarà contro di noi?”. In un’altra occasione ero proprio nell’abisso, coinvolta con tutti questi sacrifici, con tutte queste cose. Una notte ho partecipato alla morte di un imprenditore. Qualcuno è venuto e ha detto, “Vorrei uccidere il mio socio”. E ha parlato con Lucifero. Dopo sette giorni tutti [gli altri praticanti di magia nera] saltavano. Ho guardato quella scena macabra con dei sacrifici, candele rosse, nere. Gli ho detto, “Cos’è successo?” E hanno detto, “Quell’uomo contro il quale abbiamo pregato [pregato il diavolo], è morto da due giorni”. Io ho pensato, “Io non so se esiste l’inferno o il diavolo, ma se esiste io sicuramente sono vicina a questo”.

Fino a quel momento non avevo mai creduto né in Dio né nel diavolo né nell’inferno. Gli spiritisti non credono nell’inferno. Se conoscete lo spiritismo, sapete che parla della reincarnazione…io non ho mai creduto nell’inferno… ma quando ho visto quella scena, io ho preso una decisione. Sono arrivata a casa e ho detto, “Mamma, mai più io praticherò la magia”. Ho rotto i miei altari e mia madre ha detto, “Tu non puoi, tu sei nata così, tu non puoi!”. Io voglio dirti, questa è una bugia del diavolo. Nessuno è nato per essere schiavo di Satana. Ho iniziato a buttare via tutto, tutto. Se qualcuno conosce lo spiritismo sa cosa sto dicendo. Avevo un sacco di immagini, vestiti, manuali… Ho buttato tutto dentro un fiume, pensando che se buttavo via, io ero libera dai demoni che erano dentro di me. Ma in quella sera, io ero seduta sul mio letto… Quando di colpo, quell’uomo che entrava sempre nella mia camera come se fosse padrone della mia vita, entra… fino qui lui si presentava con dei nomi come delle entità con i nomi [elenca dei nomi]. In quella notte invece lui venne vestito di nero, con gli occhi e il viso pieno d’odio, ha messo il dito nel mio naso e ha detto, “Tu sei mia. Io sono il diavolo. Nessuno dei miei schiavi mi può abbandonare come vuoi fare tu”.
In quel momento ho cercato di reagire. Io avevo dei poteri, potevo uscire dal mio corpo, potevo ipnotizzare la gente, potevo fare varie cose, potevo entrare spiritualmente nella vita di persone, avevo tanti poteri. Ma in quel momento, lui metteva il dito nel mio naso e mi diceva, “Io sono Satana. Io sono Lucifero. Tu sei la mia schiava. Se tu provi ad abbandonarmi, io ti porterò all’inferno”. Ma io ho aperto la bocca e ho detto, “Mai più ti servirò!”.
Fino ad allora io non avevo mai creduto a queste cose. Lui mi prende alla gola, si apre la terra, come un abisso, e io inizio a cadere dentro. Ho iniziato a cadere nell’abisso. Vedevo le tenebre davanti a me. Tutto ciò che assomiglia all’inferno, peggio! Era come cadere in un buco… Io cercavo di trattenermi, ma io scivolavo in questo buco. C’erano delle pareti, e lui mi ha fermato e mi ha detto, “Guarda il tuo cadavere”. Io già mi vedevo verso l’inferno con il mio corpo morto. E lui mi ha detto, “Domani, domani morirai, e la tua anima sarà eternamente con me all’inferno”.
Le tenebre erano orribili, io continuavo a scendere nell’abisso, ma di colpo un nome è venuto nella mia mente. E mentre stavo andando nel fondo dell’inferno, ho detto, “Se esiste un dio più potente di Lucifero, io prometto che se lui mi salverà io lo servirò tutta la vita!”
Allora ho visto come il cielo, e una voce e una luce che veniva dall’alto, un qualcosa che veniva dall’alto, e mi ha tirato fuori da quell’abisso, e Lucifero è caduto. Sapete chi era, era un uomo che attorno a Lui c’era il fuoco, brillava come il sole, come un muro di fuoco. Quest’uomo era Gesù di Nazareth. Quando l’ho visto cadere per terra, io non conoscevo la verità, io sono andata contro Lucifero e ho detto, “Vedi, sono più forte di te!” Volevo calpestargli la testa, ma lui ha detto, “Io non ho potuto portarti adesso, ma tu mi pagherai”. La Bibbia dice che il salario del peccato è la morte. Nessuno deve illudersi. Tutto ciò che l’uomo semina, lo raccoglierà.

Da quel momento Satana inizia ad aprire una battaglia contro di me, ciò che noi chiamiamo battaglia spirituale. Lui inizia a toccare la mia famiglia. Ogni sette giorni, uno della mia famiglia cadeva, o si deviava. Dopo tre settimane, mia mamma comincia ad avere una tubercolosi. Nella prima settimana ho sepolto un bambino che tempo prima avevo consacrato al diavolo. L’avevo consacrato a [dice un nome], che è un demone del Brasile.
Quando mia madre ebbe la tubercolosi, io sapevo creare la tubercolosi nelle persone, ma non sapevo come toglierla. Allora io stessa ho invocato il principe delle tenebre, e lui mi ha detto, “Vedi, che con me nessuno può?” Era materializzato. Ho detto, “Va bene, ma tua madre è una tua serva, perché vuoi portare via mia madre?” Lui ha detto, “Io distruggerò la tua famiglia, distruggerò te. Io non voglio avere niente con te. Io ti porterò all’inferno. Tu vedrai che con me nessuno può niente”.
Oggi, dopo tutto questo, dopo che ho conosciuto il Figlio del Dio Altissimo, io so che contro Satana c’è solo Uno che ha tutto il potere, Uno che l’ha vinto, che l’ha svergognato, che l’ha esposto alla vergogna. E’ il Signore, che può liberare tutti coloro che Lo cercano con sincerità. Ma io ancora non sapevo queste cose.
E io ho chiesto misericordia al diavolo. Ti sto dicendo, non illuderti. Non cercare di fare accordi con Satana. Satana non ha misericordia di nessuno. Un giorno lui mi ha detto, “Tu devi salire su un ponte e buttarti da là. Io ti aspetterò. Quando tu cadrai là, cadrai sotto il treno, io porterò via la tua anima”.
Io non so se tu riesci a immaginare cosa sia per qualcuno lavorare per quindici giorni per poter riuscire ad avere i soldi per comprare la propria bara. Io nell’ultimo giorno di questi quindici, ho scritto tre lettere, e in una di queste lettere ho messo i soldi per la mia sepoltura. Era già notte, io dovevo uscire di notte per andare a lavorare, ma mi sarei buttata sotto un treno dal ponte. Volevo farla finita con tutto questo. Mi sono seduta sul letto, ho iniziato a pensare, ho detto, “Questa è l’ultima notte della mia vita, non voglio dormire”. Non so se tu riesci a immaginare cos’è l’ultima notte di un suicidio. La mia mente era come se ci fosse un martello.
E nella mia mente un pensiero mi diceva, “Tanto noi nasciamo per soffrire, nella vita non c’è niente di buono. Non c’è nessun gusto nel vivere”. E io pensavo a tutta la mia esistenza. Ma nella notte fonda, io pensavo a Dio e dicevo, “Ma è vero o è una bugia che esiste Dio?”. Allora arriva una voce dall’alto che mi dice, “E se ti dico che Dio esiste?”. Guardate bene, quando Dio si è avvicinato a me, distrutta, condannata dai demoni, Dio ha dovuto lavorare sugli insegnamenti di mio padre, che diceva, “Dio è i soldi nelle tasche!” E quando quella voce mi ha fatto la domanda io ho detto, “Se ci fosse Dio non ci sarebbe la guerra, la povertà… Non esiste Dio!”.
Guardate quello che fanno i demoni. Loro allontanano l’uomo da Dio, e accusano il Dio del cielo per tutti i disastri che sono i demoni che causano, dando la colpa a Dio.

E quella voce mi ha detto, “E se ti dico che c’è un Dio onnipotente?” Quando questa voce mi parla è come qualcosa che entra dentro il mio cuore, forte, ho avuto paura, e ho detto, “Se esiste un Dio così non gli piace una persona come me”. Mi venivano davanti i miei peccati, la stregoneria, i vizi, e ho detto, “Se c’è un Dio, a Lui non piace la gente come me”.
E per la terza volta quella voce soave, diversa dalle altre voci che avevo già sentito delle altre entità che conoscevo, quella voce mi ha detto, “Ma se io ti dico che esiste un Dio onnipotente che ti ama? Ti ama esattamente come tu sei”. Quello mi ha toccato. Quello ha rotto le mie resistenze, ho iniziato a piangere, e ho pensato, “Che buono se esistesse un Dio che amasse le persone come me… che bello se ci fosse un Dio che accetta persone come me”.
In quel momento, mentre piangevo, ho visto una luce enorme in mezzo alle tenebre. Esattamente quello che dice il vangelo di Matteo, stava succedendo in me: io ero quel popolo che camminava nelle tenebre, e quella luce è arrivata. Io ho tolto le mani dai miei occhi; non vedevo più la mia camera. Davanti a me, in mezzo a una luce forte, io non riuscivo neanche a guardare la luce… ho potuto vedere però in mezzo a quella luce, un trono bianco. Io ero in piedi, camminavo verso quel trono, ma sentivo queste entità, questi demoni, che subito prendevano possesso del mio corpo, e il mio corpo è caduto per terra. Vedevo il mio corpo come un serpente che camminava. Io cercavo di fare resistenza contro questo, ma entravano dei demoni dentro di me, tutte le entità entravano dentro di me, tante, tante entità, tutto ciò che era dal candomblé, da umbanda, da tutta la magia nera che ho fatto. Ho capito che chi era dentro di me era nemico di quel Dio che si manifestava nella luce. Però c’era quel Dio di luce che cercava di avvicinarsi a me.
Io ho iniziato a vedere la mia miseria. Ho iniziato a vedere che ciò che c’era dentro di me era nemico della luce. Io piena di angoscia ho detto, “Dio, ma perché sono nata! Guarda come sono! Guarda com’è la mia vita! Tu mi hai fatto nascere per soffrire così tanto?”. E ricordate, l’unica cosa che mi avevano detto è che Dio ha avuto un Figlio, e che quando Lui è venuto al mondo gli avevano dato oro, profumi, e mi dicevano che questo Figlio di Dio era morto affinché il mondo non finisse. Io non avevo affetto, ero proprio lo scarto della società.
E nella mia ignoranza, ancora pensando come una strega, ho pensato, “Se Dio ha un Figlio, il modo di colpirlo è offendere questo Figlio”. E io Gli ho detto: “Allora io ho sofferto di più del Tuo Figlio!”
Ho sentito una mano che mi toglieva dalla terra, e io ho detto, “Forse Dio vuole uccidermi perché ho parlato contro suo Figlio”. Ma era diverso. Il Dio Altissimo mi stava portando a un luogo di salvezza. Mi ha messo in piedi; ho sentito un’aria… io ho pensato, “Qualcuno mi sta portando da qualche parte”.
Ho aperto gli occhi: ho visto un luogo diverso. Ho visto delle strade piccole, una piazza grande, un palazzo grande… ho detto, “Cosa faccio in questo luogo? Che luogo è questo?”
E c’era una moltitudine che gridava. E io dicevo, “Cosa sta succedendo, vicino a queste scale?”. E ho visto la scena che ha cambiato il futuro della mia anima.

C’erano tante persone che dicevano, “Non avvicinatevi”. Erano dei soldati, come i soldati romani. Vedo come un’uomo che si alza, guarda una colonna [un asse, un tronco]. C’era un uomo attaccato là, e lui dice, “Cosa devo fare con Gesù di Nazaret?”. E io confesso a voi, fino a quel momento io conoscevo solo delle entità della magia nera. Conoscevo tutte le entità. Ma non avevo mai sentito parlare di questo Gesù di Nazaret. Ho cercato di guardare, “Chi è su questa colonna?” Era pieno di soldati romani… questo uomo era attaccato a questa colonna. Io non riuscivo a vedere la sua faccia. Ho iniziato a urlare, e io dicevo, “Crocifiggilo!”, anch’io lo dicevo. Pensavo, “Ma cosa faccio in questo luogo? Cosa c’entro con quest’uomo? Che cos’è questa scena?”.
Ho guardato indietro, e ho cercato di vedere chi era là. Ho visto tutti i miei amici, tutti quelli che erano con me nella magia nera, quelli che bevevano con me, che erano nelle feste, che si prostituivano, tutti erano là con me. E tutti urlavano, “Crocifiggilo!”, anch’io dicevo, “Crocifiggilo!”, ma pensavo, “Cosa c’entro con questo?”. Io non sapevo che per via della mia vita di peccati, anch’io facevo parte della moltitudine che ha condannato il Figlio unigenito di Dio a morire sulla croce del Calvario.
Ma quando ho visto quel giudice che si lavava le mani, quando vedevo la moltitudine che saliva le scale, i soldati che lo portavano, anch’io che vedevo questo, vedo questo posto grande, vedo quando prendono quest’uomo, lo legano a una colonna, come facevano con i soldati. Vedo un soldato che inizia a picchiare Gesù. E vedo quell’uomo che soffre, e il popolo che grida, e quel soldato che continua a flagellare quell’uomo. Io vedevo il suo volto, vedevo la pazzia della gente. Vedevo gli occhi di quell’uomo, come soffriva. Io lo guardavo, guardavo quello strumento con cui lo picchiavano. C’era un pezzo di legno con tante cose di cuoio attaccate, e c’era un pezzo di ferro, e quando picchiavano quell’uomo, io vedevo la carne di quell’uomo che veniva via. Vedevo gli occhi di quell’uomo, i pezzi della sua pelle che cadevano, e sangue che cadeva da ogni parte. E lui che aveva gli occhi pieni di dolore, e quello strumento con cui continuavano a picchiarlo, e portava via la sua carne.
Lui però non parlava, non diceva una parola. Io dicevo, “Perché lui non bestemmia, non inizia a difendersi?” Io non sapevo che erano i miei peccati che lo stavano castigando. Che era la mia vita come strega, e la mia vita di vizi… Io vedevo che quell’uomo muoveva le labbra; io dicevo, “Starà pregando? Un uomo che viene distrutto sta pregando?”. Io sono qua per dirti, che durante tutto il tempo del suo martirio, Gesù di Nazaret, il Figlio del Dio altissimo, ha pregato per noi, ha pregato per me, ha pregato per te, e stava pregando già dicendo, “Dio, abbi misericordia di quell’anima, di quella vita”. Mentre muoveva le labbra io dicevo, “Come fa a pregare in questo momento? Come fa a pregare in questo momento?” Lui muoveva le labbra… ho iniziato a vedere la carne che cadeva, la schiena tutta distrutta, vedevo il soldato che si allontana, vedevo quell’uomo debole, ho visto mentre hanno legato le sue mani dietro, dove lo picchiavano in faccia, sputavano addosso a lui, lo picchiavano, gli davano calci. E vedevo quell’uomo che stringeva gli occhi per il dolore. Ho visto quell’espressione di dolore, e ho visto nel volto di Gesù, il Figlio del Dio altissimo, mentre lo picchiavano… non era come lo vedi nei quadri, era una faccia distrutta, piena di ematomi, sangue che scendeva dal naso, dalla bocca, e continuavano a picchiarlo. Il sangue, gli sputi, era una cosa orribile, non volevo più vedere quello. La gente applaudiva mentre picchiavano quell’uomo, ma lui non apriva la bocca. Ho visto dei soldati che sono tornati, portavano una specie di cuscino. Vedevo una corona con queste spine grandi intrecciate, di tre centimetri. Vedevo uno che alza la testa di quell’uomo e gli mette quella corona. Ho visto che lo picchiavano ancora in testa, vedevo le spine, vedevo l’espressione di dolore, vedevo quell’uomo che si raccoglieva, e il sangue che scendeva dal suo volto disfatto, la moltitudine che applaudiva… Io non sopportavo più, non ce la facevo più a vedere così tanta sofferenza, e ho detto, “Basta, non fate più così, questo è il Figlio di Dio! Lui non merita questa sofferenza!” E ho detto, “Dio, io sono una strega!” E tutti mi hanno guardato, e per la prima volta, in quella scena, quell’uomo così disfatto, così pieno di sangue, ha aperto gli occhi, e mi ha guardato. Io non so se tu riesci a capire! Gesù, il Figlio di Dio, stava guardando direttamente verso di me. E pensavo, “Lui avrà odio verso di me, perché Lui ha sofferto molto”.

Ma voglio dirvi una cosa: non ho mai visto uno sguardo così pieno d’amore, così pieno di bontà, così pieno di misericordia. Io ero catturata da quello sguardo, era lo guardo di Gesù. Lui per la prima volta mi guarda e mi dice, “No, figlia mia, Vilma”. Io mi sono spaventata, ho detto, “Dio mi conosce, Gesù sa il mio nome! Io non sono allora un vegetale, non sono una cosa, io non sono allora il prodotto dell’evoluzione”. Lui mi ha detto, “No, Vilma. Io ho sofferto tutto questo e sono morto per amore di te”. E Gesù ha teso le mani verso di me, e quando io stavo per buttarmi ai suoi piedi, ho aperto gli occhi, ed ero ancora nella mia camera. L’orologio mi stava svegliando: era l’orario che avevo messo per poter andare a buttarmi sotto il treno.
Ma io voglio confessarvi che davanti allo sguardo del Principe della pace, del Signore dei signori, di Colui che era, che è, e che verrà potentemente, quella strega è morta; io mi sono buttata a terra e ho pregato per la prima volta a Dio.

Non avevo mai fatto una preghiera, mai. In quel momento mi sono buttata per terra e ho detto, “Dio, la mia vita è tutta distrutta! Non c’è più niente, non ho più soldi, la mia vita non vale più niente! Ma io ho capito una cosa oggi, il Tuo Figlio Gesù ha sofferto ed è morto per me, e per questo io voglio dare oggi la mia vita, il resto di ciò che ho, perché Lui possa fare ciò che vuole con la mia vita”. Quando mi sono alzata, io ero già una nuova persona. Lo sguardo di Gesù di Nazaret era su di me. Ho cercato i demoni attorno a me: loro non erano più là, perché il sangue di Gesù era sceso anche su di me.
Sono andata fino alla cucina. Mia mamma che era tubercolosa, stava male. Quando per la prima volta ho predicato il Vangelo, per la prima volta nella mia vita, avevo gioia, era qualcosa di buono, qualcosa di buono proprio, dentro… ho detto, “Mamma, oh mamma, Gesù ha sofferto ed è morto per me! Questo Gesù ha sofferto ed è morto per me!” E questo Gesù meraviglioso ha restaurato la salute di mia madre, ha cambiato il quadro della maledizione. Quando Gesù è entrato nella mia vita, è finita la maledizione della magia nera. La maledizione di tutta la magia, magia bianca, magia nera, perché il sangue di Gesù è la nostra bandiera di vittoria.
Io non sapevo come ringraziare questo Dio. Ho dato la mia vita a Lui come regalo, e Gli ho promesso, “Dovunque tu mi manderai, non importa dove, io non mi vergognerò di Te. Anche se non ho un bel passato, io non mi vergognerò di essere ancora un’altra testimone del Figlio del Dio altissimo, l’unica via che può condurre veramente l’uomo a una vita di pace”.

Ho dedicato la mia vita completamente al Vangelo del Signore Gesù Cristo…. Io ho l’onore e il privilegio di annunciare la Parola del Signore onnipotente. Stavo viaggiando e partecipando in molti incontri a livello nazionale. Ho viaggiato per l’America del Sud, e ho visto in tutte queste nazioni la gloria di Dio, l’onore, ancora oggi è lo stesso Gesù di anni fa, è lo stesso Gesù che ha riscattato me quella notte. Ho avuto la benedizione di partecipare a evangelizzazioni, a tante missioni, tante missioni nel mondo. Il Signore mi ha benedetto con tanta misericordia. Ha restaurato la mia struttura familiare. Oggi io sono una felice madre di cinque figli, hanno tutti nomi biblici. Sono sposata con un pastore evangelico, siamo membri di una chiesa evangelica in Rio. Mio marito è pastore, io sono una missionaria. Il Signore è buono ed è fedele, e ha aperto tante porte per il futuro. Stiamo anche andando in Europa, in Africa, dovunque il Re delle nazioni ci manderà. Noi non ci vergognamo del Vangelo, perché so che è la potenza di Dio per salvare tutti coloro che credono.
Che Dio possa benedirvi. Cristo Gesù, la Persona più gloriosa, il più grande amico, l’Uomo più importante, la Persona più cara. Guardate, quella mamma che tante volte ho visto piangere, quella mamma che aveva maledetto il giorno in cui sono nata, ho visto la stessa mamma dire, “Grazie a Dio che Lui mi ha dato una figlia come te!”. Mio padre, che per settant’anni non ha mai creduto in niente, un giorno guardando me mi ha detto, “Figlia mia, io non ho mai creduto in nessuna religione, in nessuna storia, ma guardando te, io devo dire, esiste un Dio che trasforma le persone!”. E il mio papà mi ha detto, “Presentami il tuo Dio!” Ho avuto l’onore di condurre mio padre a Dio, perché anche lui fosse lavato dal sangue di Gesù. Gesù ha cambiato la mia storia. Io oggi sono una serva del Dio altissimo. Anche se ho ricevuto tanti titoli di onorificenza, il titolo più grande è essere un servitore di Dio. L’onore più grande è chiamare il Dio della Bibbia il mio Dio. E’ meraviglioso. Chiamare il Dio che ha creato tutte le cose, chiamarlo il mio Dio.
Lui è accessibile a tutte le persone. Lui è ancora con le braccia aperte, e ogni volta che mi ricordo delle sue parole, calde, amorose, eterne, che dice nel capitolo 11 del vangelo di Matteo, “Venite a me, tutti voi che siete stanchi e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete il mio giogo, imparate da me, io sono mansueto e umile di cuore, e in me voi troverete riposo per le vostre anime”. Gesù è la via, non c’è un altro nome. Quello che importa è che tu puoi essere salvato. Apri il tuo cuore a Gesù, permetti a Gesù di prendere il controllo della tua vita.

Io non ho più demoni, non sono più una strega, sono oggi missionaria, missionaria dell’Evangelo di Gesù Cristo. Posso dormire e riposare in luogo sicuro, perché il salmista dice, il Signore è la tua protezione. Non temerò di giorno e neanche di notte, perché il Signore è il mio guardiano»