Equipe di ricercatori trova un possibile trattamento per la PCOS

Equipe medica trova un possibile trattamento per la PCOSUn’equipe di ricercatori francesi potrebbe aver trovato la cura per la sindrome del PCOS (conosciuta anche come sindrome dell’ovaio policistico). Si tratta di una sindrome abbastanza comune che al giorno d’oggi colpisce statisticamente una donna su cinque e che può portare, nei casi più gravi, alla totale infertilità. Vista la crescita del problema e la diffusione sempre crescente l’equipe francese si è messa al lavoro sull’ipotesi che a causata potesse essere un eccesso di ormoni antimulleriani all’interno dell’utero materno. I risultati dello studio hanno portato ad esito positivo e grazie a questi si potrà passare alla fase successiva di sperimentazione, coinvolgendo nella ricerca anche esseri umani.

Stando a quanto affermato dall’Istituto Nazionale Francese per la Salute e la Ricerca Medica, infatti, i ricercatori hanno sottoposto ad iniezioni di ormoni antimullerani dei topi incinta ed hanno riscontrato che questi manifestavano gli stessi problemi delle donne incinte che sono affette da PCOS, ecco quanto si legge sul comunicato: “L’eccesso ormonale sembrava innescare questo effetto sovra stimolando una serie di cellule cerebrali che elevano il livello di testosterone”. Ma se la scoperta della possibile causa della sindrome è importante, lo è ancor di più il fatto che gli stessi ricercatori siano riusciti a trovare un metodo per invertire gli effetti degli eccessi ormonali somministrando ai topi il cetrotide, un farmaco utilizzato nei casi di fecondazione in vitro.

L’importante risultato e la soddisfazione dell’equipe di ricerca

Fino ad oggi la sindrome dell’ovaio policistico è stata sempre curata attraverso delle pillole somministrate alle donne incinte durante il periodo di gravidanza, ma se i risultati dei test sugli animali dovessero essere confermati anche sugli esseri umani ci troveremmo di fronte ad un trattamento capace di invertire le condizioni che causano la PCOS definitivamente. Ci troviamo di fronte ad un possibile punto di svolta della scienza medica che gli autori dello studio erano sicuri di poter intraprendere: intervistati sul successo della ricerca si sono detti soddisfatti di essere riusciti a trovare una soluzione a quello che da tempo sospettavano essere uno squilibrio ormonale.

Luca Scapatello