Aretha Franklin se n’è andata questa mattina, circondata dai suoi cari a Detroit, la sua città d’adozione (vi si era trasferita a 6 anni con il padre e le sorelle). A causare il decesso della cantante americana, secondo alcuni, è stato un cancro al pancreas diagnosticato nel 2010, ma si tratta di una semplice ipotesi dato che l’artista aveva già a suo tempo smentito la voce sulla malattia ed in seguito ha preferito mantenere il riserbo sulle sue condizioni. Il peggioramento della sua salute si è verificato all’inizio di questo 2018 e tre giorni fa la regina del soul era stata ricoverata in ospedale in condizioni gravissime. L’ultima battaglia della sua vita si è dunque conclusa oggi calando il sipario su una vita intensa ed una carriera irripetibile.
Ad incoronare il suo talento ci sono certamente i numerosi premi ricevuti: durante la sua interminabile carriera ha vinto 21 Grammy, otto consecutivi (dal 1968 al 1975), tutti nella categoria ‘Best Female R&B Vocal Performance‘, un dominio che ha portato a ribattezzare il riconoscimento “The Aretha Award”. Icona della musica Soul ed R&B, Aretha è stata in grado di spaziare in diversi generi tra cui il Rock, motivo per cui è diventata la prima donna a entrare a far parte della Rock and Roll Hall of Fame.
Dal punto di vista tecnico, la cantante originaria di Memphis era letteralmente perfetta: formatasi con il Gospel nella cappella del padre, aveva un acuto formidabile a cui si aggiungeva un timbro profondo, un’intonazione impeccabile e la capacità unica di modulare la voce a proprio piacimento. Doti queste che le hanno permesso di ricevere il riconoscimento come “Voce più bella di sempre” dalla rivista ‘Rolling Stones‘. Negli anni Aretha è diventata un habitué nelle classifiche della rivista, ottenendo anche il riconoscimento per aver interpretato il miglior album femminile della storia della musica (I Never Loved A Man The Way I Loved You).
Nata a Memphis il 25 marzo del 1942, si trasferisce con il padre e le sorelle a Detroit nel 1948, quando la madre Barbara decide di lasciare la famiglia. Aretha cresce precocemente sia artisticamente che a livello personale: a 14 anni partorisce il primo figlio e due anni più tardi arriva il secondo (saranno quattro alla fine, e tre i matrimoni), la sua vita personale si complica divenendo una ragazza madre di colore in un periodo storicamente difficile per gli afroamericani; la musica, però, è la sua salvezza, il suo talento attrae produttori da tutto il Paese e presto firma per la Columbia.
L’inizio della carriera non è semplice, riesce ha piazzare qualche singolo nelle chartz, ma il suo talento è soffocato in pezzi troppo pop per fare emergere la sua anima soul e quella voce che l’ha caratterizza. La svolta arriva nel 1967 quando, con il passaggio alla Atlantic Records, arriva ‘I Never Loved A Man The Way I Loved You‘ un album straordinario che mette in mostra tutte le sue qualità e le permette di raggiungere il successo commerciale (ogni singolo pezzo estratto da quell’album finisce in cima alla classifica di Billboard. Il brano d’apertura del disco ‘Respect cover di Otis Redding‘, diventa l’inno di un’intera generazione che lotta per l’affermazione dei diritti di donne e afroamericani. Da quel momento in poi Aretha diventa un simbolo non solo per la sua gente ma anche per tutte quelle donne che vogliono iniziare a fare musica.
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