Una donna incinta muore per aver rifiutato una trasfusione

Una donna incinta muore per aver rifiutato una trasfusione
Trasfusione

A Sidney, una donna incinta morì, insieme alla bambina che portava in grembo, per aver rifiutato una trasfusione.
Questa storia è emblematica di come alcune spiritualità allontanino dalla Verità e anche dalla vita, da una sana concezione delle cose.
La donna in questione era una Testimone di Geova ed aveva solo 28 anni.

Al settimo mese di gravidanza, i medici le avevano detto che era malata di leucemia.
Poteva già partorire, senza troppe complicazioni, dunque, i dottore le prospettarono un taglio cesareo, per, poi, poter iniziare liberamente un ciclo di chemioterapia.
Ma, sia per il parto che per le altre cure, la donna avrebbe avuto bisogno di alcune trasfusioni, pertanto, rifiutò ogni proposta dei medici e, perfettamente cosciente di ciò che avrebbe significato, si lasciò consumare dalla malattia, che, di conseguenza, non permise nemmeno la nascita della sua bambina.

I medici non poterono intervenire in alcun modo: “Il rifiuto di un intervento risolutivo, in caso di rischio della vita, da parte di un paziente informato, è generalmente accettato, ma il diritto di una madre di rifiutare questo tipo di interventi per il feto è materia molto più controversa”.

La trasfusione del sangue è da considerarsi una cura medica vera e propria, così come è da ritenere un atto altruistico donare il proprio sangue, per chi possa averne bisogno.
I Testimoni di Geova, invece, non la pensano così, nemmeno nei casi più disperati, quando si tratta di salvare la vita ai loro parenti più prossimi o ai bambini.

Non si tratta di una sfiducia nei confronti della medicina o del timore che il sangue altrui possa essere infetto o mal controllato.
Si tratta esclusivamente di un problema spirituale, indotto da un’interpretazione inutilmente letterale di alcuni passi della Bibbia, in cui si identifica la vita dell’uomo con il suo sangue.
Per obbedire a Dio e rispettare il prossimo, dunque, i Testimoni di Geova, pensano che ognuno debba tenersi il suo!

Antonella Sanicanti