Dona 7 Milioni di euro ai bambini malati, la Carità non avrà mai fine

Ben 7 milioni di euro sono stati destinati all’ospedale pediatrico “Filippo del Ponte” di Varese.

E’ stata questa la splendida iniziativa, e l’ultima volontà, di un imprenditore, morto qualche mese fa: Renato Giuliani.

In accordo e sotto il consiglio dei parenti più stretti, visto che era vedovo e senza figli, ha deciso di destinare tutto quel denaro all’acquisto di ambulanze, alla ricerca contro il cancro e a tante altre iniziative benefiche e di volontariato del territorio lombardo.

Il nipote dell’imprenditore, Sandro Bernardini, ha raccontato: “Nel 2012 è morta sua moglie, mia zia, e, da quel momento in poi, ha cominciato a riflettere sul modo in cui lasciare il suo grande patrimonio. Ci ha lavorato intensamente, ha deciso di togliersi questo pensiero scegliendo con attenzione, dedicando tanto tempo. Alla fine l’ho visto molto sereno, era davvero soddisfatto di quello che aveva costruito e di come lo stava lasciando. Speriamo che il suo grande gesto sia da esempio anche per altri imprenditori.”.

Il signor Giuliani era un uomo integro, che cercava di condurre una vita interamente immersa nel lavoro, con lo scopo di realizzare le sue iniziative e creare nuovi posti di occupazione, fino a che non si è trovato a fare i conti col termine della sua esistenza. Ecco che, allora, ha pensato di dare un senso a tutti quei sacrifici, a quelle ore di estenuante impegno e di tanto ingegno, destinando tutto il suo patrimonio ai bambini malati.

“Era un uomo molto duro, rigoroso, anche severo con se stesso. Inoltre, era selettivo negli affetti e nelle frequentazioni, ma era certamente una persona concreta, ingegnosa e, come si è visto, davvero generosa.”. “Mio zio era un grande imprenditore meccanico e anche un inventore di successo, che ha brevettato numerose macchine utensili.”, dice ancora il nipote.

Il merito più grande del signor Giuliani è stata la sua grande determinazione, che lo ha portato a fondare due grandi aziende, partendo dal nulla, contando esclusivamente sulle proprie forze e tanta creatività.  

Ora che non è più con noi, pur non avendo avuto la grazia di avere dei figli e quindi degli eredi diretti a cui poter trasmettere i suoi insegnamenti, lascerà certamente traccia di se nelle tante vite che, per il suo buon cuore, potranno migliorare o addirittura salvarsi.

Lui che, nel dopo guerra, “Nasce come disegnatore meccanico (…) poi crea dal nulla la Ficep di Gazzada Schianno, che costruisce macchine utensili ed è diffusa in diversi Paesi, e la Tecniplast di Buguggiate, che si occupa di stampaggio. Si tratta di due realtà che adesso danno lavoro a circa 1.200 persone, classiche medie aziende che cerchiamo di portare avanti seguendo l’esempio di nostro zio, del quale siamo tutti orgogliosi.”.