L’esorcista don Sini rivela: “Il diavolo esiste, in pericolo donne e bambini”

Quali sono i soggetti che rischiano maggiormente una possessione diabolica secondo don Sini?

L’esorcista ha spiegato che donne, bambini e giovani (30-45 anni) sono i soggetti più a rischio.

Don Sini

Don Gianni Sini spiega in cosa consiste un esorcismo

Su queste pagine abbiamo parlato più volte di esorcismi e dell’influenza che può avere Satana sulla nostra vita. Vi abbiamo spiegato anche come, grazie all’azione di don Gabriele Amorth, il Vaticano abbia accettato la figura dell’esorcista ufficialmente e come ad oggi esiste un’Associazione Internazionale Esorcisti che permette di conoscere quali sono i sacerdoti incaricati di questo delicato compito. In Italia, la figura dell’esorcista è decisamente più diffusa che in altri Paesi del mondo, basti pensare che 240 dei 404 esorcisti riconosciuti dal Vaticano sono italiani.

Da ricordare a tutti è come il ruolo dell’esorcista dev’essere sancito dal volere di un vescovo, motivo per cui nessun laico può definirsi tale o avere mandato per un esorcismo (ecco come trovarne uno). Tra gli esorcisti italiani, uno dei più noti è sicuramente don Gianni Sini: sacerdote di Nostra Signora de Le Salette di Olbia che da 31 anni lotta per liberare persone dalla morsa del maligno. Don Sini ha effettuato oltre 5.000 esorcismi ed ha scritto anche sette libri in cui parla dell’argomento.

In un’intervista concessa al ‘Sardinia Post‘ proprio in occasione della presentazione dell’ultimo libro, il sacerdote ha chiarito in cosa consiste un esorcismo: “Normalmente avviene in un luogo isolato e sacro che può essere una chiesa o un oratorio. Può durare anche due ore. Non sono ammessi mezzi di comunicazione e gli esorcisti sono tenuti a mantenere il riserbo prima e dopo l’atto. Si inizia con l’acqua benedetta per ricordare la purificazione del battesimo, seguono le litanie con le quali si invoca la misericordia di Dio e viene recitato un salmo. Leggo il vangelo, poi metto le mani sul fedele tormentato e gli chiedo, mostrando la croce, di rinunciare a Satana e credere in Dio. In questi casi c’è una reazione molto forte: a volte si rifiutano, urlano e mi augurano di crepare. Alcuni non tollerano la presenza del crocifisso neanche per venti secondi”.

Quali sono i segni di una possessione diabolica

Nella stessa intervista don Sini spiega che solitamente i segni di possessione diabolica vengono notati e segnalati dai familiari della vittima. Si tratta di comportamenti assurdi, come il parlare una lingua scomparsa (Aramaico antico), ma in ogni caso, prima di pronunciarsi, i sacerdoti si affidano ai risultati delle perizie psichiatriche. Il primo passo, dunque, è quello di rivolgersi ad un medico specializzato in disturbi mentali e solo dopo può intervenire l’esorcista: “Io consiglio sempre sempre di fare prima controlli medici in modo da escludere problemi psichiatrici. Dobbiamo rispettare il campo della scienza e collaborare con i medici purché accettino di valutare anche motivi esterni alla salute, capire le nostre ragioni. Non diciamo da subito che una persona è impossessata dal male ma se in precedenza è stata in cura psichiatrica per anni e pur prendendo farmaci non ha ottenuto il minimo risultato, beh c’è qualcosa che non va”.

Il sacerdote spiega inoltre che nei suoi 30 anni di esperienza gli è capitato di liberare sopratutto donne e bambini, ma che anche i ragazzi tra 30-45 anni sono spesso a rischio. Parlando infine di influenza demoniaca, il sacerdote differenzia tra la normale tentazione e la possessione, questa afferma: “c’è una forma straordinaria che riguarda solo alcune persone. Il diavolo può infestare luoghi dove queste vivono o lavorano, oppure presentarsi attraverso ossessioni o possessione che avviene quando il diavolo prende le sembianze di una persona”.

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Luca Scapatello

Fonte: Sardinia Post

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